A Greenpeace piace Nutella
Forse un po’ troppo?

A Greenpeace piace la Nutella, ma forse un po’ troppo. L’Ong ambientalista, infatti, ha diramato un comunicato stampa internazionale per avvertire che l’attacco del governo francese alla Ferrero è un tantino fuori luogo. Le ragioni sarebbero principalmente due: la prima è che la multinazionale italiana non è l’unica azienda al mondo ad usare l’olio di palma (ingrediente principale della Nutella); la seconda è che la Ferrero è un’impresa responsabile, tanto che da qualche anno ha smesso di disboscare selvaggiamente le foreste tropicali. Ora lo fa secondo regole di sostenibilità ambientale.

 

nutella interno

 

È persino banale dire che siano in molti a sfruttare l’olio di palma per i propri prodotti alimentari. E forse la ministra dell’Agricoltura francese Ségolène Royal ha incautamente tirato in ballo solo la Ferrero: «Bisogna smettere di mangiare Nutella perché contiene olio di palma». Avrebbe dovuto parlare di tutte le oltre 500 tra aziende, governi e banche al mondo coinvolti nel business della deforestazione. Ma che sia Greenpeace a difendere la multinazionale che per oltre cinquant’anni ha contribuito all’abbattimento di milioni di alberi al solo fine di fare profitti, è addirittura sorprendente. E la ricetta che viene suggerita è ancora più incredibile: “boicottare i prodotti contenenti olio di palma – o qualsiasi altra merce legata alla deforestazione – non fermerà la distruzione”.

 

Non lo farà certo una sola azienda, è vero. Ma secondo Greenpeace bisogna coinvolgere i produttori che “devono essere parte attiva della soluzione”. Come chiedere ai petrolieri di fermare le trivelle. La difesa della Ferrero prosegue ricordando che è una delle poche aziende ad usare trasparenza nelle procedure di coltivazione della palma e i cui parametri dovrebbero essere punto di riferimento per le politiche industriali di altre multinazionali.  “Da qualche anno esistono coltivazioni sostenibili che rispettano certe regole, ma si tratta di una quantità minima controllata da una struttura come RSPO criticata per le troppe lacune nei controlli”, ricorda Il Fatto Alimentare. È chiaro che prendersela solo con Ferrero non ha senso. Ma è indiscutibile che la produzione di olio di palma è causa della deforestazione planetaria.

 

nutella interno 1

 

Una strana sindrome di real politik però sembra aver colpito l’associazione ambientalista. Persino più realista della ministra francese Royal, che in questo caso ha dimostrato di fare il ministro dell’Agricoltura, mettendo in allarme i consumatori dai prodotti che contengono olio di palma. Quella sostanza non solo è fonte di pericolo per le foreste tropicali, ma è dannosa per la salute umana. L’olio di palma è ovunque: dalle patatine fritte al biodiesel, dal dentifricio alle creme per la pelle. E la domanda globale continua a crescere. Perciò ben vengano i ministri che ci mettono in guardia dai pericoli e che difendano i cittadini dalle furberie dei mercati.

 

Lo stesso ci piacerebbe dire del nostro governo. Infatti, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, anziché confermare le preoccupazioni della collega francese, ha risposto con un tweet indispettito da finale dei mondiali di calcio: “Segolene Royal sconcertante: lasci stare i prodotti italiani. Stasera per cena… pane e #Nutella”. Ecco un esempio di italico patriottismo culinario.

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