Privacy Policy Il G7 visto da Pechino: Stati pieni di debiti relitti da Guerra Fredda -
domenica 8 Dicembre 2019

Il G7 visto da Pechino:
Stati pieni di debiti
relitti da Guerra Fredda

Il G7? Non serve a niente. Lo sostiene il Global Times che, va detto, è di proprietà del People’s Daily, il quotidiano del Partito Comunista della Cina. Un club di Paesi ricchi ma oggi pieni di debiti che ha come obiettivo di mantenere l’egemonia collettiva dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti

Va subito detto che il Global Times a cui facciamo riferimento è di proprietà del People’s Daily, il quotidiano ufficiale del Partito Comunista della Cina. Nel giornale, il G7 viene deriso, considerato come una riunione di paesi carichi di debiti. Soprattutto, il giornale prende le difese del presidente russo Putin, grande escluso del meeting dei grandi nel G8. ‘Fin dai primissimi momenti in cui il G7 è stato fondato, si è rivelato un club di uomini ricchi, che include le maggiori potenze occidentali e ha come obiettivo di mantenere l’egemonia collettiva dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti’.

 

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Lettura parziale ma incisiva. Ecco la ricostruzione storica del G8 -1 vista da Pechino: ‘Un tempo il G8 si focalizzava sui problemi economici del mondo poi ha esteso il suo interesse agli affari politici e di sicurezza. Dopo la Guerra Fredda, la Russia è stata inclusa nel gruppo, che è diventato quasi il fulcro della governance globale, al punto da far pensare che avrebbe potuto sostituire il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tuttavia, gli altri del G7 non hanno mai trattato la Russia come un partner uguale. Alla Russia è stato permesso solo di discutere di politica e sicurezza’, dice la Cina.

 

Questione centrale per Pechino, l’economia. ‘Fmi e Banca Mondiale sono sotto il controllo del G7 che si è dimostrato incapace di mantenere la stabilità regionale, ha portato al caos in Medio Oriente. Sulla crisi ucraina l’Occidente ha escluso la Russia dal G8 originario, facendo dell’attuale G7 un relitto della Guerra Fredda’. Avviso all’Europa: ‘Se il G7 diventerà una piattaforma di sfida tra l’Occidente e la Russia, sarà un disastro per l’Europa’. ‘Una soluzione pacifica alla crisi Ucraina è negli interessi europei’. Dispute nel Mar cinese meridionale, ‘meglio che l’Europa non sia coinvolta’.

 

Dopo questo elegante ‘fatevi i fatti vostri’ sulla questioni dell’oceano Pacifico, la Cina spiega anche perché a noi europei conviene starne alla larga. A meno che Washington non smetta di pretendere che Pechino fermi i suoi progetti di costruzione nel Mar cinese meridionale, ‘una guerra tra gli Stati Uniti e la Cina sarà inevitabile’. Al Global Times le sparano grosse. La partita sulle isole Spratly al largo delle coste filippine, malesi e vietnamite con grandi riserve di petrolio e gas. Per questo motivo sono rivendicate da diversi paesi, come Cina, Taiwan, Malesia, Brunei, Filippine e Vietnam.

 

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China-phallic-building- in fase di costruzione poi sede del giornale ‘People’s Daily’

 

A gettare benzina sul fuoco dell’allarmismo anche il discusso finanziere Soros, sostenitore chiave del pasticcio Ucraina. ‘A meno che gli Stati Uniti non facciano concessioni importanti e consentano alla valuta cinese di entrare a far parte del paniere di valute del Fondo Monetario Internazionale, c’è il pericolo reale che la Cina stringa un’alleanza politico militare con la Russia’, avverte il miliardario. ‘A quel punto la minaccia di una terza Guerra Mondiale diventerebbe reale’. Soros, utile ricordare, ha fatto la sua fortuna speculando al ribasso contro la sterlina e la nostra lira a inizio Anni 90.

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