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martedì 15 Ottobre 2019

BASTIAN CONTRARIO
Le super pensioni d’oro
che offendono il Paese

91 mila euro mese per Mauro Sentinelli, il recordman delle ‘pensioni d’oro’, 54 mila euro in più al mese rispetto a ciò che versò di contributi. Se non ci fossero state leggine vergognose avrebbe preso ‘solo’ 37 mila lordi, più che sufficienti, pagate le tasse, a vivere piuttosto bene

L’ex direttore generale di Tim, Mauro Sentinelli, è in pensione da dieci anni, e incassa 54mila euro in più, al mese, rispetto a quello che versò di contributi. Non aggirando le leggi ma approfittando fino in fondo delle leggi che c’erano. Analoghe a quelle dei vitalizi parlamentari: un euro di versamenti in entrata, undici in uscita; oppure dei militari che ricevono in media il doppio di quanto versato. E qualcosa di analogo vale per la Corte costituzionale. Dove i 22 giudici a riposo e i 9 coniugi superstiti percepiscono una pensione di 16.500 euro lordi al mese, parecchi in più di quelli che avevano versato. Ma il caso di Sentinelli è certamente il più clamoroso: gode di quel trattamento dal 2006, pur essendo peraltro un signore nato nel 1947, il che significa che oggi ha 68 anni ma gode di quel trattamento (91.473 euro lordi al mese) da dieci anni. Il Bastian contrario chiede: possibile che non esista un rimedio? La risposta viene da Tito Boeri, presidente dell’Inps: no, il ricalcolo delle pensioni, con l’amputazione secca dei vitalizi più alti, è di fatto impossibile.

 

pensioni misere

 

Susanna Camusso segue le orme di Landini (Fiom) nell’attaccare la Fiat. Ma lo fa dicendo cose forse imprecise o forse false: per esempio ‘bene che la Fiat-Chrysler venda più auto, ma ha escluso la Fiom’ (che invece a Pomigliano si è tirata fuori, a differenza di Cisl e Uil); poi la Camusso aggiunge che oggi la Fiat assume (1500+ altri 500 a Melfi) ‘perché Obama ha finanziato la Chrysler’: falso, il prestito Usa a FCA a Detroit è stato ripagato al governo americano in pochi mesi. Il Bastian insiste: prima di dar aria ai denti occorre documentarsi. Altrimenti si fa propaganda dicendo bugie.

 

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Cinquantanove medici romani sono stati accusati di aver rilasciato certificati fasulli senza visitare i vigili urbani che si erano “assentati” nella notte dell’ultimo Capodanno. Diciassette di questi, che avevano dato la propria disponibilità a lavorare nella notte tra il 31 dicembre e Capodanno, hanno spento i cellulari rendendosi irreperibili. Uno di questi agenti ha compitalo la dichiarazione di suo pugno, depositando un referto di avvenuta donazione di sangue totalmente fasullo. L’agente ora è imputato di falso e truffa. Altri nove vigili hanno giustificato la propria assenza presentando certificati medici falsi, perché i dottori “firmatari” in realtà erano in vacanza. E non è finita: finora gli investigatori hanno interrogato circa 300 medici, cioè la metà di quelli che dovranno essere interrogati.

Forse ce né abbastanza, secondo il Bastian, perché il sindaco di Roma prenda adeguati provvedimenti.

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