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martedì 12 Novembre 2019

Raid aereo Usa in Libia
uccide il jihadista predone
primula rossa d’ Africa

Mokhtar Belmokhtar, il terrorista più ricercato d’Africa, è stato ucciso nella notte tra sabato 13 e domenica 14 giugno in un raid aereo lanciato dal Pentagono nella parte orientale della Libia. La notizia è stata confermata dal governo di Tobruk, ma attende conferma da parte degli Stati Uniti

Era indicato come uno tra i più noti e pericolosi terroristi del Nordafrica e sarebbe stato ucciso in un raid aereo statunitense nella zona di Ajdabyia, nell’est della Libia. Mokhtar Belmokhtar è una figura di primo piano dell’estremismo qaedista. Leader del movimento ‘Morabitun’, è stato coinvolto in rapimenti e traffici d’ogni tipo ed ha organizzato, nel 2013, la presa di ostaggi all’impianto gasifero di In Amenas, in Algeria. Noto anche come ‘il guercio’, l’estremista si era conquistato un ruolo nella regione trovando alleati ma anche rivali. Molti “emiri” non gli hanno perdonato la sua autonomia.

 

Il guercio sito 800

 

Mokhtar Belmokhtar non era Osama Bin Laden anche se entrambi erano veterani dell’Afghanistan. Belmokhtar non era un jihadista, non era un leader di Al Qaeda, non era un mistico islamista. Era piuttosto un predone e un signore della guerra algerino nato a Ghardaia appena quarant’anni fa, molto scaltro e decisamente orientato al business, che qualcuno ha voluto assimilare a un capo clan mafioso. Un’altra sua caratteristica era quella di essere pericolosissimo. Belmokhtar, infatti, era ben noto alla Cia fin dai primi anni Novanta, quando fu individuato nei campi di addestramento afghani.

 

Le trappe africane de 'Il guercio'  raccontate in francese
Il percorso combattente de ‘Il guercio’ raccontate in francese

 

Torna in Africa per combattere il governo a fianco del GIA (Gruppo islamico armato di Algeria), da dove è stato cacciato nel 2003. In Mali inizia ad accumulare parecchio denaro col contrabbando di sigarette -da qui l’appellativo di Mr. Marlboro- e grazie a rapimenti di turisti, operatori umanitari, minatori e lavoratori occidentali gli hanno permesso di incamerare fortune e organizzare un piccolo esercito di fedelissimi. Ha passato anni a scorazzare in tutto il Sahara a cavallo o sui pick-up fino a che non ha fatto il salto di qualità in Libia, sfruttando il caos nordafricano per razziare armi e mezzi.

 

Copertina del numero speciale di Lookout
Copertina del numero speciale di Lookout

 

Ed eccolo uomo di riferimento per i ribelli in tutto il Sahel. Prima di altri aveva compreso che la domanda di cocaina in Europa era raddoppiata e a quel business si era dedicato. Belmokhtar era imparentato con alcuni capi clan di AQIM, Al Qaeda nel Maghreb Islamico, ma il suo rapporto con i jihadisti, sempre più bisognosi e desiderosi di ricevere armi, era soprattutto d’affari. Sia Langley sia gli agenti francesi e inglesi -fonti di LookOut- hanno avuto non poche difficoltà a monitorare gli spostamenti del nomade algerino attraverso i confini di sabbia dell’immenso Sahara. Sino a sabato.

 

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