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martedì 19 20 Novembre19

Sulla partita Ucraina
l’ Ue come la Nato:
tutto a comando Usa

L’Unione europea sulla crisi Ucraina riceve nuovi ordini da Washington e ingoia altre sanzioni onerose per sè. Altrimenti potrebbe accadere come a Blatter dei mondiali di calcio a Mosca contro cui è stata schierata insolitamente l’FBI. In Europa la corruzione non manca e neppure ‘grandi orecchie’

Spiace rilevarlo, ma è proprio così: in materia di politica estera l’Unione Europea sta sempre più diventando una colonia americana. Non parlo ovviamente del Regno Unito che ha sempre mantenuto con gli Stati Uniti un rapporto speciale, anche dopo la sua adesione alla UE, bensì dell’Unione nel suo complesso.

Per capire che non si tratta di un’esagerazione basta esaminare il comportamento di Bruxelles nella crisi ucraina. Tutte le richieste statunitensi – in particolare per quanto riguarda le sanzioni – vengono esaudite senza batter ciglio, anche se è evidente che sono in netto contrasto con gli interessi, soprattutto economici, delle nazioni che della UE fanno parte.

Non solo. Negli ultimi tempi sono giunte da Washington larvate minacce ai Paesi europei che sull’Ucraina vorrebbero mantenere una posizione più autonoma e defilata come, per esempio, Ungheria e Slovacchia.

 

nato STRETTA

 

Barack Obama ha fatto capire, usando parole in apparenza oscure ma assai chiare per chi vuol intendere, che i servizi d’informazione USA sono in grado di rendere pubblici scandali ed episodi di corruzione che coinvolgono nazioni della UE. Una sorta di ricatto per rammentare che tutti sono sotto “osservazione”, come si capì sin troppo bene quando Angela Merkel rese noto che persino il suo telefono cellulare era controllato dai servizi americani.

Se n’è avuta riprova, tra l’altro, con lo scandalo della FIFA. Molti si sono chiesti come mai sia stata proprio la FBI, la polizia federale USA che dipende dal Dipartimento della Giustizia e ha compiti investigativi interni, a farlo scoppiare.

Dopo tutto stiamo parlando di football e sembra quanto meno strano che un ente come la FBI si occupi di tali questioni. In realtà a essere nel suo mirino sono soprattutto i rapporti di amicizia tra Blatter e Putin, e va da sé che ogni strumento in grado di colpire il presidente russo è, dal punto di vista di Washington, lecito e legittimo.

 

Blatter-e-Putin-Reuters sito

 

Al contempo la Casa Bianca ha giudicato opportuno far trapelare la propria irritazione per l’intervista a Putin pubblicata dal “Corriere della Sera”, come se un grande quotidiano europeo non potesse decidere autonomamente chi intervistare e chi no, alla faccia della tanto conclamata libertà di stampa.

Ed è pure utile notare che, sempre negli ultimi tempi, a parecchi leaders europei sono giunti avvertimenti – neppure troppo velati – a non insistere sui tentativi di dialogo con la Federazione russa. Ne è stato oggetto anche il premier italiano Matteo Renzi che, in questo d’accordo con l’ex presidente Napolitano, ha cercato a più riprese di allentare la morsa delle sanzioni riavviando un dialogo fruttuoso con Mosca.

Sono iniziative che Washington non gradisce per niente, e lo fa sapere senza remore richiamando gli alleati alla fedeltà atlantica e alla necessità di rispettare i vincoli Nato.

Tutto ciò mentre si apprende che, a riprova della loro serietà in materia, gli USA intendono schierare nell’Europa orientale aerei, carri armati, artiglieria e – pare – 5000 soldati. I celebri “boots on the ground”, insomma, quegli ‘stivali sul terreno’ impossibili da impiegare in Medio Oriente e in Asia, e invece possibilissimi quando a essere in gioco è l’Ucraina.

 

carro armato

 

Si è già parlato anche troppo dell’incomprensibilità dell’attuale politica estera degli Stati Uniti, del loro tentativo di ripristinare la Guerra Fredda nell’Europa dell’Est mentre ben poco fanno per contrastare l’Isis o per contenere l’espansionismo cinese in Estremo Oriente. E tuttavia mette conto ripeterlo: non si capisce cosa Obama e la sua amministrazione abbiano in mente.

Concludo notando che Renzi deve stare molto attento. Non sarebbe la prima volta che un governo italiano cade per pressioni che giungono dall’estero, e in particolare dal potente alleato. Posto che tutti i Paesi europei sono a sovranità limitata, l’Italia lo è di più a causa della sua strutturale debolezza.

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