L’Iran in Afghanistan
coi talebani anti Califfo

Nel 1979, fu ‘Il Grande Satana’, come Khomeini definì gli Stati Uniti. Nel 2002 tocco a Bush junior inventarsi ‘L’Asse del Male’, come George W Bush battezzò il gruppo dei paesi nemici, Iran, Iraq e Corea del Nord. Una guerra ‘fredda’ con numerosi episodi decisamente caldi che ora vede un nuovo capitolo: la distensione voluta da Barack Obama e dal neo presidente Hassan Rouhani. L’accordo di Ginevra sul nucleare iraniano sta per arrivare alla prova dei fatti, alla possibile firma, proponendo al mondo una svolta rispetto a trent’anni di politica Usa appiattita sulle petromonarchie sunnite.

 

Hakimullah Mehsud

 

Ora l’Iran contro lo Stato Islamico non solo in Iraq e Siria, ma anche in Afghanistan. Soldi, armi e addestramento dei combattenti. Con discrezione l’Iran ha da tempo aumentato il suo sostegno ai talebani, cercando di influenzare il futuro dell’Afghanistan. Per il Wall Street Journal che lo rivela, la strategia di Teheran ha il duplice scopo di contenere l’influenza degli Stati Uniti nella regione e di contrastare infiltrazione dello Stato islamico in Afghanistan. ‘L’Iran ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno’, ha affermato un comandante talebano al Wsj, che lo identifica col nome Abdullah.

 

L’Iran, ha affermato Abdullah, fa arrivare ai talebani numerosi tipi di armi, tra cui mortai di 82 millimetri, mitragliatrici, kalashnikov, granate rpg e materiale per realizzare bombe artigianali da collocare lungo le strade. Ad Abdullah gli iraniani pagherebbero un mensile 580 dollari. Secondo fonti afghane, l’Iran ha inoltre allestito sul suo territorio almeno quattro campi di addestramenti per i talebani, nelle citta’ di Teheran, Mashhad e Zahedan, e nella provincia di Kerman. ‘L’Iran del resto è l’unico Paese a combattere seriamente lo Stato Islamico’ afferma Tehran, con riferimento agli Usa.

 

Il presidente iraniano Rohani

Il presidente iraniano Rohani

 

Conferenza stampa di bilancio dei primi due anni di governo Rohani: ‘Gli Usa hanno fatto molti annunci sulla lotta contro l’Isis, fino a oggi senza fondamento mentre in Iraq, chi è riuscito a prevenire una crescita del terrorismo è stato proprio l’Iran’. Il presidente iraniano ha affermato di non vedere ‘la presenza di altri Paesi nella lotta contro il terrorismo’. L’Iran ritiene che sia un dovere cooperare nella lotta contro l’Isis, in particolare in Iraq, per i tanti legami tra Teheran e Bagdad. Isis tuttavia ‘non vincerà’, ha concluso, anche se continuerà a creare molti problemi nella regione.

 

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