venerdì 21 giugno 2019

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L’Etiopia e il mistero
dell’Africa primitiva

La Valle dell’Omo, in Etiopia, è patrimonio dell’umanità Unesco dal 1980. L’omonimo fiume scorre sugli altopiani meridionali fino a divenire affluente del lago Turkana. I nostri amici di TravelGlobe questa volta ci accompagano in uno dei parchi naturali più belli al mondo, tra l’antica tribù Mursi

 

Foto e testi di Monica Mietitore, tratte dal web magazine www.travelglobe.it a cura di Federico Klausner.
Potete proseguire la lettura sul magazine cliccando qui

 

Foto 1. Viaggio nel profondo Sud, dove la vita è legata a tradizioni ancestrali e misteriose usanze.

 

Foto 2. In questa vasta area selvaggia e primordiale vivono bufali, zebre, giraffe antilopi e la timida scimmia Colubus. Il parco non è tuttavia visitato tanto per la fauna che lo popola quanto per essere abitato dai Mursi, una tra le tribù più note e riconoscibili della Valle dell’Omo. Appena giunti al villaggio, lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è magnifico e stupefacente. La vegetazione appare fitta e impenetrabile e l’orizzonte sterminato.

 

Foto 3. Patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1980, la Valle dell’Omo prende il nome dall’omonimo fiume che ne solca gli altopiani meridionali fino a divenire affluente del lago Turkana. Siamo nel Parco Nazionale di Mago, a circa 800 km dalla capitale Addis Abeba, uno dei territori più belli e spettacolari dal grande Sud. Prevalentemente coperto da una fitta e selvaggia savana e da una zona desertica nella parte meridionale, occupa una superficie di 2.160 km².

 

Foto 4. I Mursi sono una tribù di allevatori seminomadi dal carattere fiero e a volte poco socievole. Si prestano con riluttanza a farsi fotografare e chiedono 2 birr (9 centesimi di euro) per ogni scatto. Inutile mettere la macchina in modalità silenziosa, il loro udito allenato scopre immediatamente l’inganno.

 

Foto 5. Le donne, bellissime, usano portare grandi piattelli in argilla inseriti nelle labbra e nei lobi delle orecchie. Considerati un elemento di bellezza, vengono inseriti fin dall’adolescenza e sostituiti con gli anni con piattelli di dimensioni sempre più grandi fino a deturpare labbra e lobi in maniera irreparabile. In molti casi, per fare spazio al piattello, è addirittura necessario rimuovere i denti posteriori.

 

Foto 6. Nella foresta, quando i rami litigano, le radici si abbracciano. (Proverbio africano)

 

Foto 7. La pista ci porta sempre più a sud, verso il confine con il Kenya. Andiamo verso Turmi at-traverso le terre dei Banna e degli Hamer per incontare i Karo. La fitta e rigogliosa savana ha lasciato il posto a sconfinati paesaggi semi desertici. La pista è secca e dura: al nostro passaggio alziamo solo una leggerissima fitta polvere rossastra.

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