venerdì 23 Agosto 2019

BASTIAN CONTRARIO
Solo «Mafia Capitale»
o degrado di un Paese?

Roma disastro, ma solo Roma? L’elenco delle cose criminali o di quelle soltanto demenziali fatto oggi da Bastian è lungo ma non esaustivo. Il ritratto di un Paese che sembra aver perso l’anima assieme ai suoi valori. I partito: ‘ora facciamo pulizia’ ma la ramazza continua resta nel sottoscala

Roma è sempre più un disastro, purtroppo. Mafia Capitale riempie pagine di verbali, intercettazioni, notizie controllate e ricontrollate. Il male della politica? Non solo: per esempio alla Stazione Termini da due mesi ci sono i varchi d’ingresso ai binari: possono entrare solo quelli che hanno il biglietto. Sui social network partono sequele di insulti, il più tenero è “una cretinata”. Ancora: dibattito accesissimo tra i fan della Roma su quale dovrebbe essere la giusta sfumatura di giallo e di rosso sulla maglia della squadra, e via una moltiplicazione di commenti su Facebook, Whatsapp e quant’altro. La cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi avrebbe elencato una serie di consiglieri nei vari municipi della Capitale quali aderenti e assunti come co.co.pro nelle coop di Buzzi. Pioggia di smentite. E poi via: l’affare dei parchi romani (per l’assegnazione degli appalti). L’aeroporto di Fiumicino è operativo solo al 60%, per la chiusura del Terminal 3. Sciopero del trasporto pubblico, doveva essere di 4 ore, ha superato abbondantemente le cinque. Lotito, padrone della Lazio, indagato per tentata estorsione in cambio di vantaggi nella Figc. Il Bastian registra questa situazione con sconforto: per esempio nei partiti di maggioranza e di opposizione non si avverte un sussulto di ribellione autentica: non basta dire “facciamo pulizia”, e poi verificare che la ramazza continua a restare nel sottoscala.

 

Il senatore Antonio Azzolini
Il senatore Antonio Azzolini

 

Antonio Azzolini, presidente della commissione Bilancio del Senato, per il giudice di Trani dovrebbe essere arrestato a causa di una bancarotta di oltre 500 milioni di euro. Azzolini, 62 anni, ha una storia personale vulcanica e “disinvolta”. Da giovane milita nel partito di unità proletaria (nato dalla unificazione tra Pdup e Manifesto), a Roma partecipa al movimento studentesco. Torna a Molfetta e diventa consigliere comunale Pci e poi Pds, dal quale viene espulso. Nel 1996 aderisce a Forza Italia e diventa senatore, poi segue Alfano e Schifani nel Nuovo centrodestra. Una frase in dialetto molfettese dice: “Se dobbiamo andarcene, andiamocene; se non ce ne dobbiamo andare, non ce ne andiamo”. Il Bastian chiede al ministro dell’Interno: la legge vale per tutti, ma non per l’NCD?

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