sabato 20 luglio 2019

Turchia elezioni decisive
tra l’impero di Erdogan
e la repubblica laica

Sarà ancora la Turchia laica e parlamentare di Ataturk o sarà la Turchia islamica e presidenziale di Erdogan? Sarà ancora la Turchia che puntava all’Unione europea o sarà l’erede dell’autoritarismo imperiale ottomano sull’area balcanica e sui vicini arabi da condividere con i Fratelli Musulmani?

Quale Turchia ci troveremo di fronte domani? Sarà ancora la Turchia laica e parlamentare di Ataturk o sarà la nuova Turchia islamica e presidenziale voluta da Erdogan? Sarà ancora la Turchia che puntava all’Unione europea o sarà l’erede moderna dell’autoritarismo imperiale ottomano sull’area balcanica e sui vicini arabi da conquistare attraverso i Fratelli Musulmani? Tutto è possibile, ma questa vuole essere soltanto una ‘scheda tecnica’ su come saranno scelti i 550 nuovi deputati della Grande Assemblea Nazionale dagli oltre 55 milioni di elettori in casa e all’estero che votano con un sistema proporzionale che esclude dal parlamento i partiti che non arrivano al 10%.

 

turk electoin sfilata

 

I partiti in lizza sono 20. Nettamente favorito è il Partito ‘Giustizia e Sviluppo’, l’AKP del presidente Erdogan. Le altre formazioni che probabilmente entreranno in parlamento sono il Partito Popolare Repubblicano (CHP, kemalista vagamente a sinistra), il Partito di Azione Nazionale (MHP, destra). Tra gli outsider potrebbe emergere la formazione filocurda ‘Partito Democratico del Popolo’ (HDP), la vera minaccia attuale. ‘AkParti’ primo partito, ma quanto primo? Secondo le proiezioni, l’AKP dovrebbe aggiudicarsi tra il 40 e il 44% dei voti, il Partito Repubblicano tra il 23 e il 30%, il Partito di Azione Nazionale tra il 14 e il 18%, il Partito Democratico tra il 9,5 e l’11,5% (dentro o fuori).

 

Turk election erdo

 

Dunque l’AKP del presidente Erdogan rischia di non ottenere i 276 seggi necessari per avere una maggioranza semplice in parlamento. Obbligo di coalizione. Solo partito con cui l’AKP potrebbe trovare l’accordo per formare un nuovo governo sarebbe quello di Azione Nazionale (destra con antichi amori coi Lupi Grigi). Poco presentabile nel mondo. Oppure l’AKP che sfonda nei consensi, e ottiene i 330 seggi, che darebbero al partito di Erdogan quella maggioranza assoluta necessaria per una nuova Costituzione. Modificare la Carta per una svolta presidenzialista fortemente voluta da Erdogan che vuole maggiori poteri rispetto al ruolo di garante (modello italiano) riservato al presidente.

 

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