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giovedì 21 Novembre 2019

La Libia tribù per tribù, kabyla per kabyla, e le 1700 bande armate

Ritorno alla Costituzione del 1951con cui la Libia diventava uno Stato federale indipendente. Lo chiedono numerose tribù libiche dell’est ospitate dalle due influente tribù dei Barasa, a Gandula, nell’entroterra cirenaico. Iniziativa ‘intertribale bis’, alternativa a quella promossa dal Cairo

La Libia tribù per tribù, kabyla per kabyla, e le 1700 bande armate

Dopo il dialogo intertribale mediato dal Cairo, un nuovo round di negoziati fra le ‘kabile’, le tribù dei popoli libici che si è svolto ad Algeri mentre il ministro degli Esteri libico concordava a Bruxelles un piano per autorizzare la missione EuNavFor Med. Conclusione del vertice ‘intertribale’ il ritorno alla Costituzione del 1951 con cui la Libia diventava uno Stato federale indipendente. Lo chiedono numerose tribù libiche dell’est ospitate dalle due influente tribù dei Barasa, a Gandula, nell’entroterra cirenaico. Le tribù che tornano ed essere la rappresentanza reale delle volontà popolari.

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La Costituzione del 1951. Nello scontro tra due parlamenti e più governi territoriali inconciliabili tra loro e al vuoto di potere che di fatto lascia la Libia nell’anarchia assoluta, la proposta di tornare al più presto la prima costituzione nazionale con cui veniva creato il Regno Unito di Libia che non a caso prevedeva una suddivisione federale della Libia in tre regioni autonome e due città-capitali distinte, Tripoli a ovest e Bengasi a est. Questo assetto rimase in vigore fino al 1963 quando un emendamento costituzionale abolì il sistema federale e il nome del Paese divenne ‘Regno di Libia’.

Dal 3 giugno ad Algeri i lavori del Dialogo tra i delegati di Tripoli e di Tobruk, altri leader politici e membri delle principali milizie cittadine, anziani, attivisti e membri della società civile per ottenere un consenso preliminare ad una bozza d’accordo accettabile da tutte le fazioni. Una urgenza per far fronte al terrorismo e all’estremismo dello Stato Islamico insediato a Derna. Sulla questione EuNav la Libia non tollererà alcuna operazione militare: questo il succo dei colloqui che Bruxelles. Una parte sconfessa (Tobruk o Tripoli) l’altra ma assieme dicono all’Ue di non mettere piede in Libia.

Da un interessante reportage su LookOut, l’elenco delle milizie armate in Libia. Circa 1.700 i gruppi armati attivi dalla caduta di Gheddafi, secondo il racconto di Marco Giaconi. Esiste una ‘La Sala di Operazioni dei Rivoluzionari Libici’, un gruppo para-qaedista che nell’ottobre 2013 aveva rapito l’ex primo ministro Ali Zeidan. Il gruppo raccoglie varie milizie, tutte di origine salafita o qaedista e opera con 300 elementi. La coalizione ha alcuni pezzi di artiglieria e molte armi leggere simili a quelle del vecchio esercito libico, una decina di carri T-72 e molti veicoli da trasporto leggero.

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Il Direttorato della Sicurezza Nazionale è il corpo di polizia del governo legittimo di Tobruk, è al comando di Mahmoud Sherif, e opera con 9.500 elementi, tutti dotati dell’armamento leggero dell’esercito libico. La brigata Al Saiqa è l’unità delle forze speciali libiche leali al governo di Tobruk, almeno per ora. Al Saiqa fa parte delle Brigate di Zintan, opera con 5.000 elementi e si è unita alle armate di Haftar. Le Brigate di Zintan sono 23 milizie armate, tutte provenienti da Zintan e dai monti Nafusa. Schierate contro il parlamento islamista di Tripoli e contro i gruppi jihadisti.

L’Unità Anticrimine del ministero dell’Interno combatte, insieme alla Forza Speciale di Deterrenza, lo spaccio di droga e i traffici illeciti. Le Guardie per le Strutture Petrolifere, almeno 18.000-21.000 elementi, sono collegate alle tribù dell’est libico e hanno come obiettivo strategico la liberazione delle aree petrolifere dai tanti gruppi jihadisti. La ‘Forza di Scudo per la Libia’ è stata fondata nel 2012, poco dopo la caduta di Gheddafi. Ha rapporti strutturati con Al Qaeda. Lo ‘Scudo Centrale’ è quello che ha conquistato l’aeroporto Internazionale di Tripoli, armato con carri carri T-62 e T-72.

Nel mix tra forze semiufficiali e varie e proprie bande armate, la Brigata Al Qaqa, che è composta, da ben 18.000 combattenti, è ben fornita di armi leggere e di pezzi di artiglieria e si occupa anche di contrabbando e di commercio di droga. Al Sawaiq è una brigata composta di elementi di Zintan residenti a Tripoli. Le Brigate di Misurata sono un gruppo di circa 40.000 elementi, con 810 carri armati sovietici. Fajr Libia, Alba Libica, forza armata dei Fratelli Musulmani libici, 20.000 uomini, contrasta le attività delle reti dello Stato Islamico nell’est della Libia. Possiede molte armi pesanti.

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Infine i gruppi jihadisti. Dei fatto la sola ‘Ansar Al Sharia’, responsabile dell’attacco e della uccisione del console americano a Bengasi Christopher Stevens nel 2012. Si tratta dei una costola di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, l’AQIM. 5.000 uomini bene armati, con strutture di trasporto formate da pick-up con artiglieria leggera a bordo. In continua evoluzione invece il ruolo dello Stato Islamico, che in Libia ha consolidato le proprie posizioni a Derna e Sirte e potrebbe avvicinarsi a Misurata. Sulle milizie di Isis non si hanno al momento dati certi salvo la loro presenza e crescita.

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