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sabato 14 Dicembre 2019

Mar Cinese Meridionale dove gli scogli diventano isole. Lite Washington Pechino

Monito Usa a Pechino: ‘Freni le rivendicazioni territoriali marittime’. Il nuovo segretario americano alla Difesa, Ashton Carter, ha accusato Pechino: ‘Trasformare rocce sotto il pelo dell’acqua in un campo d’atterraggio non comporta diritti di sovranità’. Ma sotto quel mare c’è tanto petrolio

Tre giorni nella dorata Singapore dei vertici degli apparti militari -di Difesa dicono tutti- di 27 paesi che gravitano o sono interessati all’Oceano Pacifico. Dialogo, discussione e anche liti, qui solo a parole, come da statuto della ‘Conferenza del dialogo di Shangri-La’. Nome favolistico ben augurale del luogo immaginario descritto nel romanzo ‘Orizzonte perduto’, di James Hilton, un luogo chiuso nell’estremità occidentale dell’Himalaya dove il tempo si è quasi fermato, in un ambiente di pace e tranquillità. ‘Shangri-La’, appunto. Ma le tensioni nel Mar Cinese Meridionale prevalgono sugli intenti.

Marina militare cinese
Marina militare cinese

Partita tra Grandi Potenze. ‘Basta con le rivendicazioni cinesi nel mar meridionale della Cina’, spara il nuovo segretario americano alla Difesa, Ashton Carter. Ma finché è guerra di parole.. Carter ha accusato Pechino di ‘alimentare tensioni per contese territoriali e marittime’. Carter ha ammesso che anche altri paesi, come Vietnam, Filippine, Malaysia e Taiwan hanno avanzato rivendicazioni territoriali o costruito avamposti nell’area contesa, ‘ma un paese si è spinto più avanti e più in fretta degli altri’. E qui scatta la fantascienza politico territoriale che sta realizzando nell’oceano isolette cinesi.

L'espansione di un'isola cinese nell'arcipelago delle Spratly-Nansha
L’espansione di un’isola cinese nell’arcipelago delle Spratly-Nansha

‘Trasformare rocce sotto il pelo dell’acqua in un campo d’atterraggio non comporta diritti di sovranità’, ha aggiunto il capo del Pentagono. Ma vale per tutti? É lo stesso Carter ad elencare gli avamposti negli arcipelaghi contesi: 48 realizzati dal Vietnam, 8 delle Filippine, 5 della Malaysia e l’unico di Taiwan. Ma ha puntato il dito contro la voracità di Pechino: ‘La Cina ha reclamato oltre 2.000 acri (800 ettari), più di tutti gli altri pretendenti messi insieme e più di quanto sia mai successo in tutta la storia della regione. E lo ha fatto nei soli ultimi 18 mesi. Fino a dove si spingerà la Cina?’.

ISOLE ARTIFICIALI CINA MAPPA

Nell’attesa della replica della delegazione cinese, cosa accade realmente in quel pezzo di oceano? Isole Spratly, per Pechino isole Nansha, oltre 750 isolette e scogli contesi anche da Vietnam e Filippine. Isola artificiale in costruzione con tanto di aeroporto, per ‘ricerca oceanica e salvataggio ecc..’. Altri cantieri sono stati messi in piedi da Taiwan, Malaysia e Vietnam. Origine coloniale del contenzioso aperto nel 1930 dalla Francia che prese l’arcipelago per l’Indocina ma non lo notificò al mondo. Tra cinesi ed Hanoi finì a fucilate negli anni 70-80 per le isole Paracelse e già per le Spratly-Nansha.

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