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venerdì 22 Novembre 2019

C’ERA UNA VOLTA
99 anni fa Sykes e Picot
Siria e Iraq ante Califfo

L’espandersi di Isis in Medio Oriente sta mettendo in discussione molti dei confini tra gli Stati della regione. Stati definiti dalle potenze coloniali d’allora, Inghilterra e Francia, nell’accordo per spartirsi le terre arabe dell’impero ottomano. Contro quelle spartizioni oggi minaccia Califfato

Sykes-Picot mappa allora

 

Chi ricorda il film con Peter O’Toole dedicato a Lawrence d’Arabia, ricorderà senz’altro una breve scena in cui compare tra gli altri un perfetto diplomatico del Foreign Office. Assieme al generale Allenby, comandante britannico del Medio Oriente, l’ambasciatore mette al corrente Lawrence d’Arabia che – sebbene valorosi e importanti alleati – non sembra opportuno fare eccessive promesse agli arabi in rivolta contro i turchi, perché i signori François Georges Picot e Mark Sykes si erano già messi d’accordo sul futuro del Medio Oriente ‘a nome dei rispettivi paesi’ e cioè Francia ed Inghilterra. Nel maggio 1916 era stato stretto infatti un accordo segreto in base al quale si riconosceva che sarebbe sorto uno stato arabo o una confederazione, ma si definivano termini precisi sulla futura influenza che Francia e Inghilterra avrebbero comunque continuato ad esercitare. Francia ed Inghilterra erano del resto le due maggiori potenze coloniali e un accordo per evitare una futura guerra tra loro era tutto sommato franco ed onesto.

 

Sykes e Picot
Sykes e Picot

 

Le trattative erano state abbastanza lunghe: iniziate nel dicembre 1915, si erano concluse sei mesi dopo, ma il risultato era stato comunque di reciproca soddisfazione, anche perché – sebbene interessata a parte dell’impero ottomano sull’altro versante del Caucaso e sulla sponda meridionale del mar Nero – la Russia non era stata interpellata. Era la prassi diplomatica corrente e gli accordi senza dubbio furono vantaggiosi per entrambe le parti. La Francia ottenne il controllo di Siria e Libano e l’Inghilterra quello di Giordania e Iraq. Il trattato di pace del 1919 modificò la situazione relativamente ai territori oggetto dell’accordo legati direttamente alla Turchia, ma l’impianto generale resse e soprattutto i confini tra Siria, Giordania e Iraq rimasero anche dopo la II Guerra mondiale fino all’attuale situazione. Fatta questa premessa è comprensibile come le cancellerie europee e non solo – di fronte alla travolgente avanzata del Califfato – abbiano pensato subito alla messa in discussione di quella che nel frattempo era diventata ‘la linea Sykes-Picot’, ovvero una linea immaginaria tirata da Acri a Kirkuk.

 

Al centro l'Emiro Feisal con colonnello Laurence  su una nave da guerra inglese
Al centro l’Emiro Feisal con colonnello Laurence su una nave da guerra inglese

 

Gli accordi stipulati sul Medio Oriente nel corso della Prima Guerra mondiale non furono gli unici e come altri non furono nemmeno troppo rispettosi dell’autodeterminazione dei popoli. Trent’anni dopo una Seconda Guerra mondiale ancora più distruttiva ne avrebbe cancellato alcuni e creato altri non sempre più equi. Nonostante sia un pensiero piuttosto scomodo due guerre mondiali hanno già anticipato un confuso legame tra fenomeni sociali e disordine mondiale. La decolonizzazione in Asia e in Africa ha già dimostrato quanto labili siano i confini pensati o imposti dagli stati coloniali, soprattutto nella sottovalutazione della complessità delle società locali. Nel decennio di fine secolo, per giustificare la frammentazione ai margini dell’Europa, si è fatto ricorso al concetto di guerra etnica e ora il Califfato rappresenta la guerra religiosa, fenomeno che in Europa si riteneva scomparso dalla pace di Westfalia qualche secolo addietro.

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