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giovedì 24 Ottobre 2019

Crisi greca e Spagna
Tutte le paure della
finanza immorale

La crisi della Grecia e la vittoria di Podemos in Spagna pesano sulle Borse europee. Un vecchio trucco. La Deutsche Bank ammette manipolazioni del Libor che regola i tassi d’interesse giocati a suo favore, paga una multa e basta. Era accaduto ad altre ‘too big to fail’, troppo grandi per fallire

Grecia e la Spagna fanno paura ai volubili ‘mercati azionari’. Il ministro dell’Interno greco ha ufficializzato la mancanza dei fondi per pagare le prossime tranche dei rimborsi dovuti al Fondo Monetario. Salvo un accordo in extremis il Paese sarà in default tecnico già nelle prossime settimane. Poi la sorpresa politica nelle elezioni amministrative spagnole che hanno premiato gli ‘indignados’ di Podemos e penalizzato i partiti tradizionali Pp e Pse. E la finanza dei grandi imperi bancari trema perché ha la coscienza sporca. Sentite questa.

 

deuche libor  800 jpg

 

La Deutsche Bank ha concordato con due agenzie di controllo bancario -la statunitense Securities and Exchange Commission (Sec), e la britannica Financial Service Authority (Fsa)- il pagamento di una multa di 2,5 miliardi di dollari per le manipolazioni del tasso Libor (London Interbank Offered Rate). Si tratta di un indice del costo del denaro a breve termine che viene adoperato comunemente come base per il calcolo dei tassi d’interesse relativi a molte operazioni finanziarie. In cambio del pagamento di questa multa, la Deutsche Bank verrà prosciolta da ogni altra accusa ed il procedimento penale verrà chiuso.

 

Per correttezza va ricordato che lo stesso procedimento era stato seguito lo scorso novembre con altre sei banche: la JP Morgan, la Citigroup, la Bank of America, la Royal Bank of Scotland, la Hsbc e l’Ubs. Considerate “too big to fail” (“troppo grandi per fallire”), queste banche, per lo stesso reato della Deutsche Bank, pagarono complessivamente una penale di 4,3 miliardi. Per quanto questi esborsi possano sembrare esosi, sono poca cosa a fronte degli enormi profitti incassati negli anni. Basti pensare che la sola manipolazione di uno 0,01% equivale mediamente a 80 miliardi di dollari all’anno di profitti da spartire tra i grandi operatori finanziari.

 

Tutto questo ha, naturalmente, delle ripercussioni notevoli sulla crisi dei mercati che ha messo in ginocchio molti Paesi. Si stima, infatti, che circa 800 trilioni di dollari di prodotti finanziari, a cominciare dai derivati Otc, ovvero, quei prodotti tossici, al di fuori di ogni regolamentazione e controllo pubblico indipendente, siano legati all’andamento del Libor. Il problema di fondo è che l’avidità sfrenata, unita ad una buona dose di delirio di onnipotenza, da parte di questi soggetti finanziari, dimostrano l’assenza di alcuna morale, rispetto alle ripercussioni socio-politico-economiche delle loro azioni: dalle recessioni in atto in molti Paesi, alla distruzione di milioni di posti di lavoro, causando milioni e milioni di nuovi poveri per fame su scala planetaria.

 

In particolare, è diffusa la sensazione che la politica, sia a livello di singoli Stati, come anche nelle sue espressioni comunitarie, continui ad essere ancella dei poteri economico-finanziari di cui sopra. Come hanno rilevato due economisti italiani, Paolo Raimondi e Paolo Lettieri, in un articolo firmato assieme su “ItaliaOggi del 20 maggio 2015” in questi casi “l’ammissione di colpa è come un esercizio di arte scenica. La multa, di fatto, è un singhiozzo passeggero. Del resto come si può tollerare che simili scandalosi comportamenti vengano considerati piccoli incidenti di percorso e puniti soltanto con sanzioni pecuniarie?” .

 

deutche barclays BASTARDI

 

Guardando pertanto al futuro, in una prospettiva davvero costruttiva, sono davvero illuminanti le parole di Zygmunt Bauman, secondo cui “essere morali significa sapere che le cose possono essere buone o cattive. Ma non significa sapere, né tanto meno sapere per certo, quali siano buone e quali cattive. […] Essere morali significa non sentirsi mai abbastanza buoni…”. E questo vale anche per i banchieri!

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