Privacy Policy L'utile 'migrante terrorista' La rozzezza fascioleghista Avventati twitt del premier -
sabato 7 Dicembre 2019

L’utile ‘migrante terrorista’
La rozzezza fascioleghista
Avventati twitt del premier

Dopo l’ammucchiata selvaggia sul ‘migrante terrorista’ sbarcato in Italia e arrestato, come da desiderio politico leghista, qualche sussulto di dignità informativa che rileva incongruenze e solleva dubbi. I barconi la più insicura delle rotte per infiltrarsi, vedi foto del ‘terrorista’ allo sbarco

La notizia: un cittadino marocchino di 22 anni, arrivato in Italia su un barcone con altri immigrati, è stato arrestato nel milanese perché ritenuto uno degli esecutori della strage al Museo del Bardo a Tunisi. E’ stato catturato dalla Digos e dai carabinieri del Ros a Gaggiano. Era ricercato con segnalazione Interpol dalle autorità Tunisine che lo ritengono coinvolto nell’attentato costato la vita a 24 persone, tra cui quattro italiane. Touil Abdelmajid sarebbe -polizia tunisina-  uno dei responsabili della pianificazione dell’attentato al Bardo. Strano terrorista con scheda segnaletica in Italia.

L’uomo, formalmente un  clandestino, è stato trovato a casa dei parenti che invece hanno un permesso di soggiorno. ‘Carabinieri e polizia hanno eseguito un provvedimento dell’Autorità giudiziaria tunisina’, scrive concisa l’Ansa. Un po’ avventata la caccia all’incasso per premier Renzi con un twitt:”Grazie alle forze dell’ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati della strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità”. Avevano nome, cognome, e indirizzo! Poi la canea politica scatenata da Salvini a caccia di voti neri e degli impauriti dai neri di pelle.

Manifestazione leghista anti migranti in Veneto
Manifestazione leghista anti migranti in Veneto

Per fortuna, nel pomeriggio, mentre molte testate italiane sbattevano in prima pagina la faccia del ‘mostro’, del nuovo Bin Laden versione giovanile che aveva prima ideato e poi addirittura partecipato alla strage nel museo del Bardo a Tunisi, la stampa internazionale sulla vicenda usava toni decisamente più prudente. Bastava andare su un sito francese, inglese o tunisino per ritrovare fin da ieri mattina la dichiarazione del portavoce del ministro degli interni tunisino che specificava che non di un membro del commando si trattava ma di un ‘aiutante’, e non è differenza da poco.

I dubbi di chi non si accoda al gregge, ben sintetizzati dall’inviato del Tg1 Amedeo Ricucci. ‘Nessuno spiega perché si sia deciso di annunciare con grande enfasi la cattura di un “pericoloso terrorista” prima di verificare la fondatezza delle accuse” (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera). La stessa Sarzanini aggiunge: “Se era inserito in una cellula terroristica che pianificava un attacco così eclatante, perché aveva deciso di lasciare il suo Paese qualche settimana prima, entrare in Libia e poi partire con un mezzo di fortuna per raggiungere il Paese dove vive la sua famiglia”?”.

Foto del 17 febbraio 2015 in cui si vede Abdelmajid prima di sbarcare a Porto Empedocle.
Foto del 17 febbraio 2015 in cui si vede Abdelmajid prima di sbarcare a Porto Empedocle.

Sulla Stampa Paolo Colonnello: “Come ha fatto a rientrare in Italia dalla Tunisia se davvero è tornato lì per compiere l’attentato?”‘. E poi: “Non solo la famiglia ma anche i vicini testimoniano che non si è mai mosso da Gaggiano: come si spiega?” Su Repubblica Carlo Bonini: “Cosa prova la circostanza che questo giovane marocchino sia arrivato in Italia su un barcone? Nulla. Anzi è la prova che i barconi della disperazione sono la più insicura delle rotte eventualmente scelte per infiltrarsi. Chi arriva via mare viene identificato e cessa di essere invisibile appena mette piede sulle nostre coste”.

Il nesso barconi/terrorismo islamico è solo un “teorema” politico, “senza dimenticare -rimarca opportunamente Ricucci- che le autorità tunisine hanno un disperato bisogno di trovare dei colpevoli per quella strage del 18 marzo che ha messo a nudo tutta loro debolezza di fronte al pericolo del terrorismo islamico. Altri ‘dettaglio’, si fa per dire, in Tunisia c’è la pena di morte. Un’eventuale estradizione di questo giovane (per giunta non sufficientemente supportata), lo esporrebbe a questa condanna e la nostra Costituzione non lo consente. Grana giuridico-politica già innescata.

 

e. r.

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