Privacy Policy L'odissea dei Rohingya popolo dei senza patria apolidi in mezzo al mare -
sabato 14 Dicembre 2019

L’odissea dei Rohingya
popolo dei senza patria
apolidi in mezzo al mare

Altri barconi, altre disperazioni rispetto al nostro Mediterraneo, forse anche peggiori. Migliaia di persone di una perseguitata minoranza musulmana in fuga dalla Birmania, da una settimana sono bloccate sui barconi nella baia del Bengala: popolo senza nazione, senza diritti, senza speranza

Bambina 'apolide'
Bambina rohingya

 

Il mare delle Andamane, al largo dell’Indonesia, molto più vasto e crudele del Canale di Sicilia. 6.000 i migranti di etnia Rohingya, in fuga dalla Birmania, da una settimana abbandonati in alto mare senza riserve di cibo e acqua, dagli scafisti che tentavano di condurli sulle coste di Malesia, Indonesia e Thailandia. Con i motori in panne le imbarcazioni sono state abbandonate dagli scafisti nella baia del Bengala. Appello dell’Onu per evitare una tragedia per quel popolo senza patria finora respinto da tutti i Paesi del Sudest asiatico. I 6000 in pericolo di vita forse accolti dalle Filippine.

 

Anziana 'apolide'
Anziana rohingya

 

Chi sono e da dove vengono questi esseri umani senza neppure una patria? La minoranza etnica non riconosciuta dei Rohingya è presente principalmente in Birmania, Stato del Rakhine, al confine con il Bangladesh. Poco meno di un milione tra i 50 milioni di abitanti del Paese, presenti nell’area da oltre un millennio, dal 1982 i Rohingya sono stati privati della cittadinanza dalla dittatura militare. Confinati in campi di internamento, senza diritti di proprietà, sanità o istruzione. Violenze ai loro danni da parte dei buddhisti, che hanno dato fuoco a villaggi e massacrato centinaia di persone.

 

Accudimento tra 'apolidi'
Accudimento tra i rohingya

 

Dopo l’ondata di violenza del 2012, circa 140 mila Rohingya vivono segregati in campi profughi. Il Governo considera i Rohingya come immigranti clandestini provenienti dal Bangladesh, nonostante molti vivano in Myanmar da generazioni. La scadenza dei documenti di identità provvisori, rende i Rohingya apolidi, senza patria. 
Nei primi mesi del 2015, prima che i governi dei Paesi circostanti ordinassero i respingimenti in mare, circa 28.500 di loro, sono riusciti a trovare approdo, accolti in campi profughi dai governi di Bangkok, Kuala Lumpur e Giacarta, ma sono a rischio di espulsione.

 

Soccorso in mare di profughi Rohingya
Soccorso in mare di profughi Rohingya

 

Gli apolidi nel mondo. Più di 800.000 Rohingya di cui abbiamo detto, malgrado i loro legami col Myanmar siano secolari. I Bhutanesi in Nepal, i Lhotshampas, discendenti di migranti nepalesi che si stabilirono nel Bhutan meridionale nel tardo1890 per il disboscamento delle foreste. In Costa d’Avorio, i discendenti dei lavoratori portati nel paese in epoca coloniale. Nel 2004 il governo dominicano priva della cittadinanza le persone di discendenza haitiana. La popolazione di lingua russa in Lettonia, presente sul territorio prima dell’epoca sovietica, circa mezzo milione di cittadini.

 

Potrebbe piacerti anche