• 17 Febbraio 2020

Portaelicotteri ‘Karcikosty’
Ironia russa, soldi francesi

Il Cremlino è stato semplice e netto: o i beni (le due navi), o i soldi. A Mosca vanno bene entrambe le possibili vie d’uscita del caso Mistral, le due portaelicotteri che Parigi, a causa delle sanzioni, non vuole/non può più vendere a Mosca. Finché ha potuto, la Francia ha cercato di tenere in vita il contratto di vendita delle Mistral, firmato nel 2011, per un valore di 1,19 miliardi ma le pressioni dei partner europei a non rompere il fronte delle sanzioni per la crisi ucraina hanno costretto il presidente Hollande a cedere. Ora Francia e Russia stanno discutendo entità e modalità del risarcimento.

 

mistral soldati russi 600

 

La Francia sarebbe disposta a versare alla Russia 785 milioni di euro in risarcimento per la mancata attuazione del contratto da 1,2 miliardi di euro. Ma solo dopo aver venduto le due unità a un paese terzo, anticipa una fonte vicina ai negoziati precisando che Mosca chiede invece il pagamento prima della vendita e una cifra di 1,16 miliardi di euro per coprire non solo l’anticipo di 893 milioni già versato da Mosca ma i costi aggiuntivi che il paese ha affrontato per adeguare le infrastrutture alle nuove unità, l’addestramento dei marinai e una versione dell’elicottero da combattimento Ka-52.

 

mistral schema maquette

 

Ma che fine faranno quei due mostri tecnologici di ultima generazione? La consegna delle navi alla flotta militare francese appare poco probabile. Sempre questione di soldi e anche una questione tecnica: le navi sono state infatti realizzate secondo standard militari russi ed il loro riallestimento richiederebbe centinaia di milioni di euro. Si cercano nuovi compratori. Tra gli interessati ci sarebbero già l’Egitto ed il Canada, ma resta il problema del loro allestimento. La soluzione più economica, ipotizza Le Figaro, sarebbe quella di affondare le due Mistral per evitare i costi folli di manutenzione.

 

Follia prima, durante e dopo.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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