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venerdì 20 Settembre 2019

Mosca chiude il corridoio
dei rifornimenti Nato
per l’Afghanistan

La Russia ha annunciato che metterà fine al transito attraverso il suo territorio di materiale militare destinato alla NATO in Afghanistan. Transito terrestre e ‘transito combinato ferroviario, stradale e aereo’. Il mandato della missione in Afghanistan, dice Mosca, è terminato il dicembre 2014

Un guaio per la Nato e una scelta di Mosca decisamente mirata. Con tanto di comunicato ufficiale. ‘Il ministero degli Esteri è incaricato d’informare i governi degli stati esteri e le organizzazioni internazionali della fine del transito attraverso il territorio russo di armi e di materiale militare destinato alla Forza internazionale d’assistenza e sicurezza (ISAF) in Afghanistan’. 13.000 militari stranieri tra i quali 700 italiani e 10 mila statunitensi, incaricati per lo più di addestrare forze afgane e il cui ritiro è previsto per la fine del 2016. L’accordo Nato-Russia per i transiti era attivo dal 2008.

 

AFGHAN RIFORNIMETNI MAPPA 800

 

Logistica della NATO nella guerra in Afghanistan affidata alla Security Assistance Force. Mezzi e percorsi vari, con una combinazione di trasporto aereo e di una serie di vie di approvvigionamento via terra. Due percorsi attraversano il Pakistan, mentre molti altri itinerari attraversano la Russia e gli Stati dell’Asia centrale. Tutte le munizioni, proiettili di artiglieria, o missili, sono trasportati per via aerea. Il trasporto aereo di rifornimenti costa fino a dieci volte i percorsi via terra. Lo sforzo aereo è stato il terzo più grande nella storia dopo quello di Berlino e nel 1990 la guerra del Golfo.

 

Ci sono due percorsi dal Pakistan all’Afghanistan. Entrambi gli itinerari iniziano a Karachi, principale porto del Pakistan nella provincia meridionale di Sindh, sul Mar Arabico. Da qui, un itinerario attraversa il Khyber Pass, entra Afghanistan a Torkham, e termina a Kabul, fornendo il nord dell’Afghanistan. Un percorso di circa 1.000 miglia estremamente pericoloso. L’altro passa attraverso Balochistan Province, attraversa la frontiera a Chaman, e termina a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Strade a rischio per azioni banditesche e attacchi della guerriglia talebana.

 

Più sicuri, anche se molto più lunghi i percorsi dal nord, quelli che passano/passavano per la Russia. L’itinerario più utilizzato inizia al porto di Riga, sul Mar Baltico, e continua per 3212 miglia in treno verso sud attraverso la Russia, le ferrovie costruite dalla Russia nel 1980 proprio per la guerra sovietica in Afghanistan. Le forniture passano poi attraverso il Kazakistan e l’Uzbekistan, prima di raggiungere il confine settentrionale dell’Afghanistan a Termez. La decisione di Mosca in questo caso procura rilevanti danni economici non soltanto alla Nato ma anche alla non amica Lettonia.

 

Fuel tanker trucks, used to transport fuel to NATO forces in Afghanistan, are seen parked near oil terminals in Pakistan's port city of Karachi, Pakistan
Fuel tanker trucks, used to transport fuel to NATO forces in Afghanistan, are seen parked near oil terminals in Pakistan’s port city of Karachi, Pakistan

 

Pensare che la Russia, soltanto nel marzo del 2012 aveva annunciato l’intenzione di creare un hub di transito NATO ad Ulyanovsk, la città che ha dato i natali leader bolscevico Vladimir Lenin. Una quasi offesa per molti filo sovietici provocando proteste. Un ordine firmato dal primo ministro russo Dmitry Medvedev (stesa firma e stesso premier che ieri lo ha revocato) consentiva alla Security Assistance Force persino la spedizione di alcuni tipi di armi e attrezzature militari. Luna di miele interrotta dalla crisi ucraina e avviata decisamente sulla strada del divorzio, certo oneroso per tutti.

 

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