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domenica 15 Settembre 2019

‘Wanted’ Usa sui capi Isis
e Delta Force in Siria
Ma ora salviamo Palmira

Per uccidere l’ Emiro del petrolio, gli Stati Uniti sono costretti a mettere ‘Gli stivali sul terreno’. Si cambia tattica. Raid aerei imprecisi e poco efficaci contro la guerriglia, l’esercito iracheno ancora incapace di dare la svolta. La Casa Bianca decide di creare il vuoto attorno al Califfo

Non più un killer volante, un drone, ma la precisione con il rischio di una azione da commandos a mettere ancora una volta ‘gli stivali sul terreno’. L’eliminazione di Abu Sayyaf rivela che dopo quasi 300 giorni di raid aerei il Pentagono cambia tattica contro il Califfo mandando in campo le truppe speciali. ‘Wanted’ per la gerarchia interna che gestisce il petrolio e guida le operazioni di terra. Abu Sayyaf era l’«Emiro del greggio» che dalla sua residenza ad Amr gestiva di persona l’estrazione e la vendita del greggio dai campi di Dair az-Zour, i più importanti della Siria. In tesoriere del Califfato.

 

L'Emiro 'del greggio'  ucciso nella incursione delle Delrta Force Usa
L’Emiro ‘del greggio’ ucciso nella incursione delle Delrta Force Usa

 

L’efficienza di Abu Sayyaf è descritta dai numeri forniti dall’intelligence statunitense: dall’indomani della proclamazione del Califfato, il 29 giugno 2014, ha garantito entrate di circa 3 milioni di dollari al giorno vendendo il greggio -anche iracheno- soprattutto a trafficanti turchi e curdi, e quando il calo del prezzo del greggio ha ridotto i profitti di oltre un terzo, ha iniziato, con grande disinvoltura, a smerciare petrolio a chi più ne ha ancora bisogno, ovvero l’arcinemico Assad. Ovviamente Damasco continua a negare, mentre il ministero del Tesoro Usa insiste a sostenerlo ancora a marzo.

 

L’abilità di Abu Sayyaf nel continuare a vendere greggio a dispetto di raid e sorveglianza satellitare lo aveva trasformato in uno dei pilastri del Califfato. Soprattutto da quanto i miliziani jihadisti sono entrati nella super-raffineria irachena di Baiji e sono riusciti a controllarla. Si valuta che potrebbero moltiplicare entrate e profitti grazie a cui il Califfato paga gli stipendi mensili a dipendenti, imam e combattenti che vanno da 200 a 800 dollari. Non solo per fede ma anche per fame, è la battuta attorno a molti degli arruolamenti delle popolazioni locali del resto prive di qualsiasi alternativa.

 

A confermare la scelta dell’attacco alle strutture petrolifere del Califfato, la quasi contemporanea azione del governo di Damasco nella regione di Dair az-Zour contro il ‘ministro del Petrolio’ di Isis, Abu Taym al-Saudi, colpito ed ucciso ‘mentre si trovava nel campo petrolifero di Omar’. Solo una coincidenza? Washington nega di aver informato Damasco in anticipo del blitz contro l’ Emiro del greggio, ma i due attacchi suggeriscono che i più agguerriti nemici del Califfo seguono un copione decisamente simile. Anche se l’intento della Delta Force pare fosse quello di avere vivo l’Emiro.

 

La scelta di dare la caccia ai leader impiegando truppe speciali sul terreno, diventa la svolta assieme alla confessione dell’insuccesso precedente. I deboli risultati dell’offensiva aerea e di quella terrestre condotta dagli iracheni. Il successo di Isis nell’assalto a Ramadi ha evidenziato il flop dei generali iracheni. Ora nel mirino i due ‘generali’ da cui dipendono le operazioni di terra in Siria e Iraq: Abu Ali al-Anbari, capo della struttura militare e veterano dell’esercito iracheno di Saddam Hussein, e Abu Omar al-Shishani, il feroce veterano della guerra in Georgia ora a capo dei ‘foreign fighters’.

 

Palmira, sito archelogico
Palmira, sito archelogico

 

Allarme all’Unesco per l’avvicinarsi delle milizie Isis al sito archeologico di Palmira, nella Siria centrale. I miliziani dello Stato islamico, in un attacco avrebbero ucciso 23 civili tra cui 9 bambini nei pressi delle rovine della città romana. Mentre il governo di Damasco evoca la ‘catastrofe’, gli esperti ricordano che le stesse forze lealiste hanno da oltre due anni trasformato l’area archeologica romana in un’enorme caserma a cielo aperto. Secondo alcune fonti l’Isis è appena un chilometro dalla città moderna di Palmira.

 

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