domenica 18 Agosto 2019

Il capo delle spie siriane
che non amava l’Iran
destituito da Assad

Ali Mamlouk, direttore del Syria’s National Security Bureau, è stato posto agli arresti domiciliari per aver tramato un golpe contro il regime di Assad. Accusa decisamente troppo grave per un provvedimento tanto lieve. Dietro la sua epurazione potrebbe esserci lo zampino di Teheran.

Il capo dei servizi segreti siriani Ali Mamlouk rimosso dal suo incarico e agli arresti domiciliari per aver tramato un golpe contro il regime di Damasco. Direttore del Syria’s National Security Bureau, Mamlouk è accusato di aver avuto contatti con Paesi stranieri che appoggiano i ribelli siriani e con ex rappresentati del governo in esilio. Tra questi ci sarebbe anche Rifaat Assad, fratello minore del defunto presidente siriano Hafiz Assad e zio di Bashar, costretto a lasciare i vertici dello Stato a metà degli anni Ottanta e attualmente residente a Londra. Più lire di famiglia che trama.

 

Ali Mamlouk capo dell'Intelligenze siriana rimosso dal suo incarico e  agli arresti domiciliari
Ali Mamlouk capo dell’Intelligenze siriana rimosso dal suo incarico e agli arresti domiciliari

 

Ali Mamlouk viene raccontato da LookOut come uno dei pochi funzionari governativi di alto livello a mantenere un rapporto personale con Bashar Assad. Secondo una fonte vicina al palazzo presidenziale di Damasco, è grazie ai suoi contatti con i servizi segreti turchi che i ribelli siriani nelle ultime settimane hanno recuperato terreno, prendendo il controllo ad esempio della città di Jisr el-Shughur. Accusa in realtà troppo grave, parliamo di tradimento, per un provvedimento tanto blando. Più facilmente un episodio nella partita in corso per il futuro inevitabile di un dopo Assad che verrà.

 

A destra il padre dell'attuale presidente  Assad e alla sinistra il fratello minore che vice a Londra
A destra il padre dell’attuale presidente Assad e alla sinistra il fratello minore, lo zio sospettato

 

Il suo siluramento è l’ennesima dimostrazione dei dissidi che covano nell’entourage del presidente. Frizioni sempre più incontrollate, dovute principalmente al ruolo dell’Iran nella guerra in Siria. ‘La maggior parte dei consiglieri del palazzo presidenziale – spiega la fonte del Telegraph – sono di origine iraniana legati da comune fede sciita con la famiglia Assad. L’Iran considera fondamentale la tenuta del regime siriano in chiave anti-sunnita, perché attraverso la Siria continua ad armare gli Hezbollah libanesi. Per questo ha investito più di 15 miliardi sul governo siriano.

 

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