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giovedì 19 Settembre 2019

Contro gli scafisti in Libia
anche azioni di terra?
Lite Guardian-Mogherini

Il Guardian rivela che c’è anche l’opzione di forze di terra in Libia per distruggere i barconi degli scafisti nel piano dell’Unione europea. Tutto vincolato al via libera Onu. Mogherini dice altro: ‘L’Ue sta programmando operazioni navali contro i trafficanti di esseri umani’. Chi conta balle?

La Commissione europea ha dato il via libera al piano per affrontare l’emergenza immigrazione, ma già si litiga. Sulla redistribuzione di rifugiati tra gli Stati e sulle azioni militari per distruggere i barconi degli scafisti per cui l’Unione europea è andata a chiedere al Consiglio di sicurezza Onu. C’è anche l’opzione di forze di terra in Libia per distruggere i barconi degli scafisti. Lo rivela il Guardian, che è entrato in possesso del documento di 19 pagine. Ma la Mogherini smentisce: ‘già chiarito all’Onu che la Ue sta programmando un’operazione navale’. Solo navale? Aria di bugie ‘diplomatiche’.

 

libia disperati german 800

 

Andiamo a guardare bene cosa racconta il prestigioso ‘Guardian’. ‘Il documento di strategia di 19 pagine per la missione si concentra su vigilanza aerea e navale nel Mediterraneo e nelle acque territoriali libiche, con riserva dell’autorizzazione delle Nazioni Unite. “L’operazione richiederebbe una vasta gamma di capacità aeree, marittime e terrestri. Queste potrebbero includere: intelligence, sorveglianza e ricognizione (pattugliamento marittimo e aereo); mezzi anfibi per azioni terra-mare di forze speciali”. Il documento parla di operazioni per distruggere o mezzi degli scafisti ‘a terra’:

 

Traducilo dall’inglese come preferisci ma questo include “azione lungo la costa, in porto o in rada di contrabbandieri beni e delle navi prima del loro utilizzo”. Dunque ha ragione il Guardian e dice bugia diplomatica ‘Lady Pesc’. Il problema, per la diplomazia, è che Bruxelles parlano privatamente sulla pianificazione militare, ma hanno sempre sottolineato che non ci sarebbe alcuna possibilità di “stivali sul terreno” in Libia. Ma è chiaro dal documento di pianificazione dettagliata che gli stivali sulla costa libica prima o poi qualcuno li dovrà pure mettere se si vorranno davvero fermare gli scafisti.

 

In attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, le operazioni militari europee dovrebbero limitarsi ad azioni “dentro le acque territoriali della Libia e la costa”, dice il documento, aggiungendo che il sequestro e la distruzione delle navi dei contrabbandieri di esseri umani in acque internazionali nel Mediterraneo dovrebbe essere previsto dall’eventuale mandato Onu. Il documento ammette che la campagna potrebbe tradursi in persone innocenti uccise”. Operazioni contro gli scafisti ad elevato “rischio di danni collaterali tra cui la perdita di vite umane”, recita testualmente il documento.

 

Le segnalazioni esistenti sulle reti di trafficanti libici suggerisce che l’azione militare preventiva rischi facili errori. Le navi degli scafisti sono spesso semplici barche da pesca che sino al giorno della traversata coi migrati sono regolarmente all’ormeggio nei porti, indistinguibili tra altre vere imbarcazioni da pesca. L’imbarco dei migranti avviene in mare con la barca all0ancora e i migranti portati con dei gommoni. Solo questa fase, questa ‘breve finestra’,consentirà di individuare le navi per il contrabbando di esseri umani, e di distruggerle senza mettere in pericolo la vita di innocenti.

 

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Le forze Ue dovranno anche fare i conti con le numerose milizie libiche, allineate con uno dei due governi rivali. Entrambi i governi hanno respinto la prospettiva di un intervento straniero sul suolo libico. Amnesty International ha anche messo in guardia contro qualsiasi tentativo di attaccare i trafficanti se non si forniscono simultaneamente strategie di uscita alternative per i migranti intrappolati sulla costa libica. Amnesty denuncia le torture e lo sfruttamento cui vengono sottoposti i migranti in attesa dell’imbarco. E il rischio della vita in mare diventa la loro unica via di fuga.

 

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