Privacy Policy 'I potenti contro la pace perché vivono di guerra' Il Papa e gli arsenali oggi -
sabato 7 Dicembre 2019

‘I potenti contro la pace
perché vivono di guerra’
Il Papa e gli arsenali oggi

Il Papa ha parlato ai bambini di pace e di guerra, con critiche severe ai potenti della Terra: ‘vogliono la guerra perché vivono con l’industria delle armi’. E i dati ci dicono di sempre più armi, ovunque, e montagne soldi per comprarle in Paesi di povertà e fame. Il riarmo che non ti aspetti

Il Papa rivolto a 7mila bambini nell’Aula Paolo VI organizzato dalla ‘Fabbrica della Pace’.

«C’è tanto bisogno di fabbriche della pace, perché purtroppo le fabbriche di guerra non mancano!».

«La guerra è frutto dell’odio, dell’egoismo, della voglia di possedere sempre di più e di prevalere sugli altri. E voi per contrastarla vi impegnate a diffondere la cultura dell’inclusione, della riconciliazione e dell’incontro».

«È un bel cammino, che richiede coraggio e fatica, perché tutti comprendano la necessità di un cambiamento di mentalità, per garantire sicurezza ai bambini del Pianeta, in particolare a quelli che abitano in zone di guerra e di persecuzione».

 

 

BOOM DEGLI ARMAMENTI

I più importanti centri di studio in materia dei armamenti: Jane’s Information Group, israeliano (febbraio 2014), International Institute for Strategic Studies, britannico (marzo 2015), Stockholm International Peace Research Institute, svedese (aprile 2015).

 

Affamati ma bene armati

Ormai è vera e generalizzata corsa agli armamenti. Non solo America, Asia, Europa, Russia e ricche monarchie mediorientali ma anche Paesi dell’Africa sub-sahariana fra i più poveri del mondo presentano una costante crescita delle spese militari.

Perché Stati con significativi problemi socio-economici e alti indici di povertà utilizzano il modesto bilancio per acquistare armi e non per mettere in sicurezza la popolazione dalle cicliche crisi umanitarie che si presentano?

Il dubbio è che tanti frammenti di guerre locali nascano da oligarchie interessate a tutelare i loro privilegi e armano milizie per annichilire ogni capacità reattiva della popolazione, spesso con insospettabili complicità internazionali.

 

africa-armata

 

Classifica della follia

Nel 2014 la spesa per gli armamenti è stata di 1.550 miliardi di dollari secondo JIG e IISS mentre SIPRI lo valuta in oltre 1.800.

I tre studi concordano sul fatto che la spesa è salita oltre il livello dell’ultimo periodo della Guerra Fredda e si prevedono ulteriori sensibili aumenti.

Nella statistica del SIPRI, la spesa degli Stati Uniti è di 900 miliardi di dollari per lo più impegnati nei conflitti dopo l’11 settembre 2001 iniziati con la guerra in Afghanistan.

Tra i campioni di spesa militare, sul podio con gli Us, la Cina con 216 miliardi e la Russia con 85.

Piazzati Arabia Saudita, Francia, Gran Bretagna, India, Germania, Giappone, Corea del Sud, Brasile, Italia, Australia, Emirati Arabi Uniti, Turchia.

Gli aumenti più significativi 2013-2014 per le attualità, il +17% Arabia Saudita, 20 in Afghanistan, e il 23 dell’Ucraina. Poi il folle 88% della Repubblica del Congo.

 

Il riarmo asiatico

Gli aumenti maggiori nel continente asiatico.

Maggior spenditore la Cina con 140 miliardi di dollari. Per mantenere l’egemonia sul Mar Cinese rispetto a Giappone e USA, Pechino programma ancora maggiori investimenti nel 2015.

Al secondo posto, dopo gli USA, la Cina investe più di Germania, Gran Bretagna e Francia mentre la crisi delle isole Senkaku (contese tra Cina e Giappone), spinge i Paesi dell’area ad aumentare le spese militari.

Il Giappone con 57 miliardi (5°), l’ India con 46 (7°), la Corea del Sud che deve fronteggiare a Nord il Kim, e infine Australia, Indonesia, e Singapore.

 

missili Usa 600

 

Focolaio Medio Oriente

É l’area in cui 4 su 5 bilanci militari continuano a crescere di più, con il picco in Arabia Saudita il cui budget è salito negli ultimi 10 anni del 300% e che, con 81 miliardi di spesa nel 2014, ha il 4° posto nel mondo.

L’Arabia Saudita vede nella teocrazia dell’Iran la minaccia esiziale per il suo sistema di Paese e polarizza nel mondo islamico la contrapposizione sunniti/sciiti che segna l’esplodere del jihadismo in Siria e Iraq, il diffondersi di Isis in più parti del mondo e, ultima, la guerra nello Yemen.

In questo contesto arabo, gli Usa forniscono all’Arabia Saudita 84 nuovi F 15 per 60 miliardi.

Sempre nell’area, Israele, nel rapporto JIG, rimane a 13 miliardi di dollari come spesa “ufficiale”, che non tiene conto dei rifornimenti ottenuti attraverso una miriade di canali di aiuti militari, collaborazioni e partnership privilegiate, continuamente incrementate da oltre 60 anni.

 

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