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venerdì 20 Settembre 2019

BASTIAN CONTRARIO
Grillo, problemi di senno
tra Veronesi e Casaleggio

Beppe Grillo scienziato, sa tutto sulla mammografie e sul cancro e attacca Veronesi. Valutano il sistema universitario per 100 mila euro a delibera. Consigli regionali e dipendenti pro capite. In Calabria il Presidente vuole il fotografo personale e amplia l’ufficio stampa. Poi la grana pensioni

Beppe Grillo ormai è incontenibile: da scienziato qual è sa tutto delle mammografie e spiega, con il suo abituale linguaggio compassato, che Umberto Veronesi è un truffatore. Da esperto automobilista continua a usare i Suv per spostarsi, dimentico che proprio guidando un Suv causò la morte di due amici e del loro figlio, e per questo fu condannato. I suoi parlamentari seguono le sue direttive: “siamo disposti a un dialogo con il Pd, ma a patto che convergano sulle nostre idee” (on. Roberto Fico). Viene espulso l’on Massimo Artini: “L’abbiamo deciso io e Casaleggio. Abbiamo perso troppo tempo con voi parlamentari”.

Il Bastian si permette di osservare che questo modo di ragionare (diciamo così…) una volta sarebbe stato definito “fascista”. Ma oggi forse basta dire “grillino”. Uno scienziato come Piergiorgio Odifreddi osserva: “Non si può scherzare con una malattia come il cancro, e tantomeno con la prevenzione, che è una conquista”. E il genetista Edoardo Boncinelli aggiunge: “Sostenere che le donne non debbano ricorrere alla mammografia non solo è criminale, ma anche pericolosissimo”.

 

Mammografia- sito

 

Esiste una Agenzia di valutazione del sistema universitario (Anvur) che costa 100mila euro a delibera, e che si permette di far sorridere quando inserisce nelle pubblicazioni scientifiche il bollettino comunale di Vigonza o una rivistina di suinicoltura. Due docenti universitari, Alberto Baccini e Giuseppe De Nicolao, hanno fatto un po’ di conti. Per esempio: gli emolumenti degli organi istituzionali costano meno dell’1% del bilancio, ma per l’Anvur si entra in un altro film perché la remunerazione del Consiglio direttivo pesa più del 16% dell’intero bilancio. Delle 92 delibere dell’Anvur ne vengono rese pubbliche solo 3 (dicesi: tre). Quindi ogni documento (compresi quelli non pubblicati e di cui si ignora il contenuto) è costato al contribuente italiano 101.546 euro (in media).

Il Bastian chiede: ma c’è qualcuno, nel governo italiano, che può dedicare un po’ di tempo a eliminare questa vergogna?

 

I Consigli regionali italiani, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, hanno 7200 dipendenti, circa sette dipendenti per ogni consigliere. Uno sproposito, se facciamo il confronto con la Camera dei deputati: dipendenti fissi 1300, deputati 630. Il caso più clamoroso è quello della Regione Lazio: 12 dipendenti per ogni consigliere regionale. L’ex commissario per la spending review, Carlo Cottarelli, ha calcolato che nel 2012 la spesa per il solo personale dipendente (del Parlamento e dei consigli regionali) è stata di 359 milioni. Il Bastian chiede: non sarebbe opportuno richiamare Cottarelli al lavoro, per vedere come è andata del 2013 e 2014?

 

Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha fatto assumere dalla Regione un proprio addetto alle foto, con un contratto di 41.976 euro lordi. Non solo: Oliverio ha aumentato anche il personale del suo ufficio stampa e la Ragioneria dello Stato ha calcolato che gli importi illegittimi riconosciuti al personale dell’ufficio stampa sono ammontati a 497mila euro per il 2008, 440mila per il 2009, 661mila per il 2010, 980mila per il 2011 e 830mila per il 2012. Il Bastian chiede: se non a Roma, almeno in Calabria c’è qualcuno che, in consiglio regionale perlomeno, protesta/ricorre/denuncia? O sono tutti (destra, centro, sinistra) complici?

 

tELECALABRIA 600

 

La Corte costituzionale, con una sua sentenza, ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni delle pensioni deciso nel 2011. Centrodestra e sindacati (Camusso in prima fila) sono d’accordo. Romano Prodi critica la Corte, perché “con questa decisione interviene nella discrezionalità della politica”. Con la sentenza della Corte si crea un buco di 15 miliardi nelle casse dello Stato. Inoltre la Corte, al momento di prendere questa decisione, era incompleta, ma il voto del presidente della Corte vale doppio. Il che è una anomalia. Oggi questa tegola sul governo di Renzi -ma soprattutto sui conti del Paese- cade con la gioia dei suoi avversari, come quel gigante del pensiero, Renato Brunetta, che pure aveva condiviso quella legge, e di Maurizio Gasparri, che il 22 dicembre 2011 -quando passò la legge oggi sotto accusa- era addirittura capogruppo PdL in Senato. E la voto’. Il Bastian si limita a chiedere: smemorati o disonesti? E si risponde: disonesti.

 

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