• 29 Febbraio 2020

BASTIAN CONTRARIO
Conflitto d’interessi e la
vergogna Valle d’Aosta

Il ministro Maria Elena Boschi ha annunciato l’altro ieri che la prossima riforma del governo sarà sul conflitto di interessi, Replica negativa da Forza Italia, positiva da Sel e da Massimo Mucchetti del Pd. Ma qualcuno, a sinistra, è rimasto deluso da una frase della Boschi: “Se tanti nostri ex leader ed ex premier avessero messo la stessa tenacia sciorinata sui dettagli dell’Italicum, avremmo già una legge sul conflitto di interessi”. Già, perché questa legge non è passata? Per gli smemorati vale la pena di ricordare che nel 1998, verso la fine del governo Prodi, il provvedimento era definito “in dirittura d’arrivo”. Pochi anni dopo Walter Veltroni (che era stato vice di Prodi) disse che quel governo non riuscì a disciplinare il conflitto di interessi per il dialogo con Berlusconi nella commissione bicamerale presieduta da Massimo D’Alema. Il quale, poco prima della caduta del suo governo, nel 2000, disse: “Il conflitto di interessi? Una questione del futuro, forse”. Nel 2006 ci riprova Prodi, niente da fare. Nel 2013 Bersani inserisce il conflitto di interessi negli “8 punti” proposti a Beppe Grillo che risponde con il solito “vaffa”. Poi, nel 2014, il capo del governo Enrico Letta promette un intervento sul conflitto di interessi. Nessun risultato.

Il Bastian si permette di chiedere: ma questi signori sono una banda di smemorati o ciurlano nel manico?

 

Camera e Senato hanno abolito i vitalizi ai parlamentari cessati dall’incarico e condannati in via definitiva per reati di particolare gravità. Il M5S: “questa porcata se la votano da soli!” (Luigi Di Maio). A Montecitorio Forza Italia e M5S escono al momento del voto. Hanno votato sì Pd, Scelta civica, Sel, Fratelli d’Italia e Lega, anche se in Senato Ugo Sposetti (Pd) dice “colleghi, non lisciamo il pelo all’antipolitica”. Ma il provvedimento passa, e don Ciotti si congratula con il presidente Grasso. Il Bastian chiede: ma le acrobazie grilline sono sempre e soltanto all’insegna del NO, a prescindere dai contenuti, dal fatidico merito?

 

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Migliaia di migranti dall’Africa arrivano tutti i giorni in Italia. E l’Europa se ne frega. Ma anche in Italia non si scherza. La Sicilia, che di problemi ne ha parecchi, accoglie il 21% dei rifugiati (quanto Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli messi insieme). Adesso il presidente della ricca Valle d’Aosta, il signor Augusto Rollandin, dice che è nella “assoluta impossibilità” di accogliere 79 migranti (uno per Comune e tre nel capoluogo) perché la ricca Valle d’Aosta ha già 62 migranti ospiti. Il Bastian si sente di dire al signor Rollandin: “ma non tiene vergogna?”.

Daniele Protti

Daniele Protti

Daniele Protti, è giornalista di lungo corso e di nobile mestiere: direttore de Il Quotidiano dei Lavoratori, poi a Il Globo, Il Messaggero, a L’Europeo (direttore del settimanale del 1995, della rivista dal 2000 al 2013). Ora rema contro assieme e noi.

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