lunedì 19 Agosto 2019

Le ragioni dei migranti
Fuga da guerre e fame
e il «land grabbing»?

Di cose ne abbiamo dette sull’argomento, ma a me tormenta un dubbio. Non è che da quei territori in Africa o Asia si scappa anche per il ‘land grabbing’? Un fenomeno economico impetuoso, un fiume di investimenti e di capitali stranieri che secondo alcuni si è trasformato in una nuova forma di colonialismo. L’accaparramento dei […]

Di cose ne abbiamo dette sull’argomento, ma a me tormenta un dubbio. Non è che da quei territori in Africa o Asia si scappa anche per il ‘land grabbing’? Un fenomeno economico impetuoso, un fiume di investimenti e di capitali stranieri che secondo alcuni si è trasformato in una nuova forma di colonialismo. L’accaparramento dei terreni, il boom degli acquisiti di terreni agricoli nei Paesi poveri da parte di investitori dall’estero.

 

Il ‘land grabbing’

La pratica di accaparramento delle terre messa in atto da altri Stati, grande aziende e investitori privati, è un fenomeno individuato e studiato solo negli ultimi anni, dal 2008. Secondo i primi allarmi, si tratta di una minaccia alla sovranità di molti Paesi in via di sviluppo e alla sopravvivenza delle comunità locali, che da secoli vi abitano.

 

Il ruolo della Banca Mondiale

Sette anni fa la Banca Mondiale, l’istituto internazionale nato per distribuire aiuti economici agli stati in difficoltà, ha adottato una politica agricola basata sul libero scambio che ha tolto qualsiasi limite all’acquisto di terre appartenenti ai Paesi del sud del mondo, soprattutto in Africa e in Asia.

 

Promesse: più agricoltura e meno fame

Lo scopo dell’istituto con sede a Washington, era stimolare il settore agricolo nei Paesi in via di sviluppo attraverso l’afflusso di capitali stranieri e dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015, in linea con quanto previsto dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite.

 

La nuova spartizione dell’Africa

Da quel momento è cominciata una corsa sfrenata all’acquisto di terre a basso costo che ha portato alla cessione da parte dei governi di milioni di ettari pur di far fronte alla grave crisi economica e alimentare degli ultimi anni. Una corsa che a molti studiosi e storici ha ricordato il periodo coloniale e la spartizione dell’Africa (scramble for Africa) in termini di terre e risorse naturali, avvenuta per mano degli Stati europei a partire dalla fine del XIX secolo.

 

Milioni di ettari ceduti ai privati (2006-2012)

Una lista dei paesi africani che tra il 2006 e il 2012 hanno maggiormente subito il fenomeno del land grabbing. Su tutti, Liberia, Guinea, Ghana, Congo, Sierra Leone, Nigeria, Senegal con ettari di terreno ceduti che vanno da 500mila fino a circa 1,7 milioni (Liberia). Ma non se ne parla

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