• 25 Febbraio 2020

BASTIAN CONTRARIO
Licenziare un fannullone
è di destra o di sinistra?

Dai dati recenti del Centro Studi di Confindustria: nel settore pubblico le assenze dei dipendenti sono doppie rispetto a quelle del settore privato. Conferma la Ragioneria dello Stato: nel settore pubblico (anno 2013) ai 10 giorni di assenza per malattia, pro capite, se ne sono aggiunti 9 di assenze retribuite. Un assenteismo del 46,3% più alto dei 13 giorni di assenze retribuite rilevate dall’indagine di Confindustria per gli impiegati nelle aziende private con oltre 100 addetti. Ancora: quattro autisti dell’Atac di Roma hanno accumulato, negli ultimi tre anni, un totale di 900 giorni di assenza. Uno, in particolare, dal 2013 al 2015 ha dato forfeit in 403 occasioni. Ancora: il sindaco di Locri lamenta quote di assenteismo analoghe a quelle romane, aggiungendo un particolare. L’elettricista comunale diceva che non poteva sostituire le lampadine perché non c’erano. Il sindaco riesce ad avere, gratuitamente, quindicimila lampadine. Ma non cambia nulla: vengono stipate in un magazzino, e l’elettricista non ne usa una. Il Bastian si chiede: esiste o no la licenziabilità per i dipendenti troppo furbi e fannulloni?

 

toghe rosse bella 800

 

Esce un libro inquietante: “Io non posso tacere. Un magistrato contro la gogna giudiziaria. Confessioni di un giudice di sinistra”, scritto dall’ex procuratore capo di Prato, Piero Tony. Che racconta in cinque capitoli perché ha scelto di andare in pensione con due anni di anticipo per protestare contro una magistratura eccessivamente politicizzata e una politica eccessivamente succube delle Procure. Tony è iscritto da una vita a Magistratura Democratica, e il Bastian sottolinea che non è un Civati qualsiasi in cerca di qualcuno che lo rielegga, o un Corradino Mineo, catapultato al Senato dopo anni di varie direzioni in Rai e da subito pasdaran antirenziano.

 

La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni introdotto dal governo Monti costerebbe non solo 10 miliardi di euro per chiudere i conti con il passato, ma anche 5 miliardi l’anno da qui in avanti (lordi oltretutto, quindi in parte tornerebbero indietro allo Stato sotto forma di tasse). E si parla già di una ipotesi attuativa: non si dovrebbero rimborsare i pensionati con l’assegno più alto, cioè quelli che hanno versato contributi alti per tutta la sita lavorativa. Il Bastian si chiede: ma è giusto premiare milioni di pensionati al minimo, che -anche se hanno un assegno più basso- hanno versato meno di 15 anni di contributi o non ne hanno versati affatto?

 

Daniele Protti

Daniele Protti

Daniele Protti, è giornalista di lungo corso e di nobile mestiere: direttore de Il Quotidiano dei Lavoratori, poi a Il Globo, Il Messaggero, a L’Europeo (direttore del settimanale del 1995, della rivista dal 2000 al 2013). Ora rema contro assieme e noi.

Read Previous

La Guerra Fredda
si surgela nell’Artico
tra Norvegia e Russia

Read Next

Fallisce l’editore
paga il giornalista
che andrà in galera