mercoledì 24 ottobre 2018

Le piste dei migranti verso la Libia e il Mediterraneo

Un flusso inarrestabile di migranti dalla Libia (562 quelli giunti oggi a Napoli). Ma da dove arrivano e attraverso quali percorsi africani? Sono due gli itinerari più comuni della ‘nuova tratta degli schiavi’: centrale e orientale. Dal fiume Nigger a Tripoli o le più pericolose ‘piste ottomane’

Sono due gli itinerari più comuni della ‘nuova tratta degli schiavi’ verso la Libia e il Mediterraneo, la pista centrale e quella orientale. La via centrale va dal fiume Nigger ai Monti dell’Hoggar a Gadamis e infine a Tripoli, via Ghat. Il percorso centrale esiste da più di 500 anni ed è stato utilizzato per il commercio di tutto ciò che è commerciabile lì, dalle spezie agli esseri umani. Questo percorso è il più usato da chi proviene da Niger, Ciad, Mali e Algeria.

Il ramo orientale è l’altro itinerario più usato. Si tratta di una somma di sotto-percorsi che vanno dal Ciad e dal Sudan attraverso le città oasi nel Sahara e poi verso le città portuali orientali, come Bengasi e Derna. È un vecchio percorso che risale all’Impero Ottomano ed è considerato molto più pericoloso per la ferocia delle bande suol territorio, rispetto al percorso centrale.

Queste le rotte più comuni, considerato che molte delle più antiche rotte commerciali attraverso i deserti libici sono state chiuse durante la rivoluzione.

LookOut Magazine n. 5 - maggio 2014

Il fallimento dello Stato Libia ha reso quelle piste i percorsi più popolari per i migranti diretti verso l’Europa da tutta l’Africa, il Medio Oriente e persino dall’Asia. Siriani e palestinesi in fuga dalla guerra, bengalesi, afgani, somali e senegalesi che fuggono dalla povertà. Tutti vedono l’Europa come la loro salvezza, e la Libia è il loro percorso.

Le milizie che controllano la maggior parte della Libia sono tutte coinvolte on questo traffico di migranti attraverso il deserto del Sahara verso la costa, ovviamente per il giusto prezzo.

Il riesplodere della violenza interne alla Libia ha reso ancora più disperata la corsa alla fuga, pronti a saltare sulla prima barca che possono trovare. Fuggire dalla guerra di dove provengono, dalla guerra in Libia, e dalle violenza di ciò che resta dello Stato libico in uno dei 19 centri di detenzione per migranti, autentici lager.

Human Rights Watch, denuncia le violenze di ogni tipo e le torture delle guardie in questi centri di detenzione.

Per fortuna la maggior parte dell’emigrazione africana è interna al continente. Mete soprattutto il Sudafrica e i Paesi del Maghreb, in particolare la Libia, lo sappiamo bene, che conta da sola circa due milioni di immigrati. Alto anche il numero di rifugiati e sfollati interni, oltre due milioni, secondo l’Onu.

La maggior parte sono i profughi della regione dei grandi laghi e del corno d’Africa.

Vivono nei campi profughi in Congo, Sudan, Uganda, Somalia, e in misura minore in Costa d’Avorio, Ciad, Kenya, Etiopia e Sudafrica.

Da dove arrivano i migranti secondo la rivista di geopolitica Limes
Da dove arrivano i migranti secondo la rivista di geopolitica Limes

Le rotte per attraversare il Mediterraneo sono principalmente cinque.

1) Dalla costa atlantica africana verso l’arcipelago spagnolo delle isole Canarie.

2) Da Marocco e Algeria verso la costa spagnola dell’Andalusia e delle isole Baleari oppure verso le due enclave spagnole di Ceuta e Melilla.

3) Dall’Algeria alla Sardegna.

4) Da Tunisia, Libia e l’Egitto verso la Sicilia, Malta e le isole di Lampedusa e Pantelleria.

5) Infine dalla Turchia verso la Grecia.

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