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martedì 19 20 Novembre19

Inghilterra e ‘Royalbaby’
ora aspettano un governo
Tory and Labour together?

Per fortuna è nata e ha un nome, la principessina. La casa reale britannica gioca sul cretinismo giornalistico del mondo e ingrassa sulla leggenda. Mentre il Paese è alla svolta: il modello politico basato sull’alternanza fra destra conservatrice e sinistra laburista pare destinato a scomparire
.

Prima le attese sui nomi della principessina Charlotte Elizabeth Diana e ora si scende dall’olimpo ai plebei risultati elettorali che renderanno i sudditi di Sua Maestà Britannica quasi simili a noi comuni mortali. Pensate che questa volta rischiano di finire nei pasticci da Europa continentale dove non sai come mettere assieme un governo tra le tante forze diverse espresse dalle urne. Fine del modello politico basato sull’alternanza fra destra conservatrice e sinistra laburista dalla cui stabilità i britannici hanno sempre guardato con diffidenza a noi ‘continentali’, spesso con fastidioso sussiego.

 

Il premier uscente e leader Tory Davis Cameron
Il premier uscente e leader Tory Davis Cameron

 

Anche l’ultimo sondaggio indica ora parità assoluta fra i Tory del premier David Cameron e il Labour di Ed Miliband: il 33% ciascuno, riporta il Sun. Seguono gli anti-Ue dell’Ukip al 12% e i LibDem al 10. Stando al Guardian, parte dell’elettorato Tory potrebbe spostarsi sui LibDem pur di salvare la possibilità della sola coalizione per tenere Cameron a Downing street. La leader dei nazionalisti scozzesi Nicola Sturgeon ha pre-allertato collaboratori e deputati del suo Scottish National Party che abbiano esperienza a Westminster: cruciali nel trattare un accordo col Labour.

 

I conservatori di Cameron, propongono di andare avanti con la loro ricetta di contenimento della spesa, tagli e riduzione della pressione fiscale. E agitano lo spauracchio di un ‘caos economico’ fatto di spese indiscriminate nel welfare e più tasse per tutti nel caso in cui dovesse vincere il Labour. Caos che ha visioni ancora peggiori per i Tory nell’ipotesi di un accordo tra il partito laburista e la leader dei nazionalisti scozzesi Nicola Sturgeon schierata apertamente contro l’austerity, per lo stato sociale e per un rilancio dell’intervento pubblico, con a una totale autonomia fiscale della Scozia.

 

Il laburista Miliband, punta il dito contro la ”ripresa per pochi” di Cameron e chiede che i benefici economici della ripresa vengano estesi a tutti. Secondo lui, larghe fasce della popolazione hanno visto peggiorata la loro condizione negli ultimi anni. Lo prova il picco di richieste di assistenza da indigenti in cerca di un pasto quotidiano. In 12 mesi, oltre un milione le domande di sostegno alimentare. Il Labour propone nuovi investimenti in sanità ed educazione e un carico fiscale maggiore sui più ricchi: aliquota massima al 50% e abolizione delle agevolazioni per i residenti non domiciliati.

 

Il leader laburista Ed Miliband
Il leader laburista Ed Miliband

 

Ma i temi chiave di questa elezioni sono l’Europa e l’immigrazione. Cameron ha promesso di tenere un referendum sul destino europeo del Regno Unito nel 2017. Prima del referendum il leader Tory vorrebbe introdurre limiti all’ingresso di immigrati nel Regno Unito, per gestire la partita con l’ala più anti-Europea del suo partito e l’Ukip eurofobica di Nigel Farage. Euroscetticismo di tanti che potrebbe portare alla temuta ‘Brexit’, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Ma larga parte della City, teme un isolamento dai mercati europei e vuole immigrazione di forza lavoro a costo contenuto.

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