giovedì 23 maggio 2019

Cara Europa, Europa cara
7 anni in miliardi di euro
dati 109,7 – ricevuti 71,8

Nel saldo dare/avere con l’Europa, tra il 2007 e il 2013 -gli ultimi 7 anni di dati- ogni italiano ha ‘versato’ 623 euro. Lo sostiene la Cgia di Mestre, secondo cui l’Italia ha utilizzato 35,4 miliardi di euro dei 47,3 messi a disposizione dai fondi strutturali. Da utilizzare 12 miliardi di euro

Nella elaborazione del centro studi Artigiani di Mestre, il dato di immediato ed egoistico interesse riguarda il contributo finanziario di tutti i Paesi dell’Ue. Nel periodo 2007-2013, i sette anni presi in esame, l’Italia, ad esempio, ha versato a Bruxelles 109,7 miliardi di euro e ne ha ricevuti con vari programmi comunitari, 71,8. Tra il 2007 e il 2013 ogni italiano ha ‘versato’ 623 euro (la statistica del ‘mezzo pollo a testa’). Rapporto dare/avere con l’Ue, un saldo negativo di 37,8 miliardi di euro. Colpa di una Ue ‘matrigna’? Colpa nostra che non sappiamo spendere rispettando le regole.

 

FRANCOFORTE: SMANTELLATA SCULTURA LOGO EUROPEO AL TERMINAL DI FRANCOFORTE

 

L’Italia ha utilizzato 35,4 miliardi di euro dei 47,3 messi a disposizione dai ‘fondi strutturali’. Ben 12 miliardi di euro a disposizione che noi, in questi pochi mesi dalla fine dell’anno, difficilmente riusciremo a spendere. Ridicolo ma vero. ‘Per non perdere 12 miliardi di fondi europei e nazionali -spiega la Cgia- dovremo spenderli e rendicontarli entro la fine del 2015, scadenza che difficilmente l’Ue prorogherà’. Visto che nel 2013 abbiamo rendicontato 5,7 miliardi e nel 2014 attorno ai 7,5, è davvero difficile da qui a fine anno l’Italia riuscirà a spendere e a contabilizzare tutti i 12 miliardi.

 

Soldi buttati, soldi rubati ai nostri bisogni. Ma vediamo l’insieme dei dati. Sono i Paesi del Nord Europa a farsi carico degli sforzi economici maggiori per sostenere l’Ue. Nel rapporto dare/avere con l’Ue, in questo settennato abbiamo un saldo negativo di 37,8 miliardi di euro. Dopo la Germania, il Regno Unito e la Francia, siamo il quarto contribuente a garantire l’azione dell’Unione. Se, invece, prendiamo come riferimento il dato pro-capite, sono come detto i Paesi nordici in testa, mentre l’Italia scivola all’undicesimo posto, con uno sforzo economico per residente a 623 euro.

 

Lo stesso dato letto da un altro punto di vista. Analizzando la differenza assoluta tra risorse versate e quelle ricevute, il maggior ‘pagatore’ è la Germania, con 83,5 miliardi di euro. Seguono il Regno Unito, con 48,8 miliardi, la Francia, con 46,5 miliardi e l’Italia con 37,8. Per essere cittadini Ue, quelli che pagano di più sono i belgi (1.714 euro a testa), Paesi Bassi (1.569), Danimarca (1.346), Svezia (1.195), Germania (1.034), Lussemburgo (997), il Regno Unito (759), la Francia (707), Finlandia (689), l’Austria (674), l’Italia (623) e Cipro (197). Diversità di reddito ed efficienza fiscale

 

DEU Europa Verfassungsgericht Reformvertrag

 

E gli altri 17 Pesi dell’Unione che non compaiono in questo elenco? Semplice: loro non pagano ma incassano soltanto. Detta meglio: i Paesi che traggono soltanto vantaggio immediato netto dalla appartenenza all’Unione. Quelli che hanno ottenuto più di quanto hanno versato a Bruxelles. Uno spagnolo, ad esempio, ha ricevuto 355 euro, un polacco 1.522 euro, un portoghese 2.100 euro e un greco 2.960 euro e speriamo in Tsipras. Sempre la solita e dannata legge statistica del già citato ‘mezzo pollo a testa’, là dove c’è poi chi di polli ne spenna molti e chi invece manco vede le piume.

 

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