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martedì 15 Ottobre 2019

Identikit Black Bloc:
teppisti violenti e bastardi

Guerriglia a Milano durante il corteo degli antagonisti No-Expo. Negozi, banche, auto in fiamme, vetrine infrante, gente e turisti in fuga terrorizzati, scontri con la polizia, agenti feriti. Terrore e devastazioni nel cuore della città la giornata inaugurale di Expo. Blocco Nero di teppisti

Difficile catalogarli, difficile anche descrivere i contenuti della loro protesta. Per non parlare della loro proposta politica, di fatto inesistente. Black Bloc, Blocco Nero, chiamato così perché i suoi partecipanti tendono a vestirsi di nero, anche se un certo tipo di violenza un po’ fascista lo sembra. Un insieme disparato di soggetti socialmente disadattati che si dicono impropriamente anarchici. Autodefinizione del tutto arbitraria, visto che nella cultura dei Black Bloc è proprio l’assenza di pensiero il dato caratterizzante. Elementare idea guida: guerriglia contro i simboli del capitalismo.

 

Milano molotov 800

 

Dunque i Black Bloc NON sono un’organizzazione. NON esiste una sede dei Black Bloc, né in Italia, né all’estero. Né un giornale dei Black Bloc. Né un’ideologia Black Bloc. Esistono invece dei soggetti che, in particolari occasioni, solitamente manifestazioni e cortei, si aggregano tra loro ma solo quel tanto che basta a commettere un’azione violenta. Internet è il loro veicolo di proselitismo, aggregazione, individuazione dei bersagli e organizzazione delle incursioni. Qualcosa di più vicino alla struttura clandestina del Califfato Islamico che al rifiuto ‘No global’ a cui dicono di richiamarsi.

 

milano auto_fiamme_milano sito

 

Proprio per le loro caratteristiche, qualsiasi Black Bloc è perfettamente infiltrabile. Anche dalla polizia, se questa lo volesse. Ad accomunarli solo la forza distruttiva dell’azione e il NO radicale a tutto. Una sorta di nichilismo allo stato puro, privo di qualsiasi cenno di propositività. L’idea unificante del circuito Black Bloc, come purtroppo bene sappiamo oggi, è l’anticapitalismo violento, ma non come rivolta di ‘classe’ di presunta matrice socialista, ma come estrema conseguenza del rifiuto di ogni rapporto con le istituzioni della società moderna. Violenza truccata da anticapitalismo.

 

Italy Expo Protest

 

Che sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre e ogni volta è la stessa storia: automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via. Oltre a questi eventi, i black bloc si sono visti persino nelle primavere arabe, e nei ‘riots’, le rivolte delle banlieu francesi o nei quartieri inglesi. Tattiche praticamente identiche quelle che si sono viste nelle proteste delle comunità afroamericane di Ferguson e Baltimora. Riflessione da fare, scoprire gli elementi che legano tra loro eventi tanto diversi, oltre alla carica di violenza.

 

Milano carrozzina

 

Il principale sito internet della galassia ‘antagonista’ e ‘No global’ da una cui frazione sono derivati in parte i Black bloc, è il portale ‘Indymedia’, che per la sua creazione è stato finanziato dalla Open Society di Soros con 70mila dollari. Strano vero? Quasi che Black bloc e Soros, Buffet et similia avessero qualcosa in comune. Sul tema s’è sviluppata molta dietrologia. Tutte le trame possibili e impossibili. Decisamente più utile oggi una classica investigazione ‘sbirresca’ su questi gruppi di violenti che tra di loro in qualche modo si collegano e di cui le polizie certo molto sanno, se solo comunicassero tra loro.

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