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martedì 15 Ottobre 2019

Libia No alle fantasie Ue
e alla mediazione Onu
Ora l’Egitto incombe

Il Sindaco Tripoli in una intervista all’ANSA: ‘No ad azioni mirate Ue e Italia. I libici non vogliono raid armati. E le pensate del ‘vertice Ue’ si rivelano carta straccia. No dal parlamento di Tripoli alle proposte di mediazione Onu. Invasione migranti sull’Ue e carri armati egiziani a Derna

Ne avessero azzeccato almeno una nell’inutile ‘Supervertice Ue sulla migrazione’..Andare a colpire barconi e scafisti sulle coste libiche: “Non si può fare, creerebbe un grosso problema tra i nostri Paesi, perché la gente penserebbe che l’Italia sta attaccando le nostre coste”. Così il sindaco di Tripoli, Mahdi al Harati, sulle ipotesi europee per il contrasto all’immigrazione illegale. Al Harati propone, in un’intervista all’ANSA, un piano di sviluppo per il sud della Libia “Con aziende italiane ed europee per offrire ai migranti casa e lavoro, ed evitare che attraversino il deserto e il mare”.

 

Libya Protests

 

Una corsa di imprese ad investire nel sud della Libia. La fantasia abbonda non solo a Bruxelles ma anche a Tripoli. Gara a chi la spara più grossa. E nella successione delle fantasie, bocciata anche la candidatura dell’ex ambasciatore in Italia ed ex ministro degli Esteri di Gheddafi, alla guida di un governo di unità nazionale. Con l’accordo ONU ormai saltato, respinto dal pezzo di governo e di Parlamento che governano a Tripoli, vince l’ipotesi di guerra interna tra schieramenti e non solo. L’Egitto dei generali pronto all’invasione per evitare il contagio del jihadismo ormai alle porte.

 

Cosa si sparava di ottenere alla Nazioni Unite? ‘Consiglio Presidenziale’, un triumvirato formato dal primo ministro e da due vice-premier. Il triumvirato dovrà prendere le decisioni all’unanimità, avrà potere di nomina e revoca dei ministri, dei vertici delle forze armate, servizi segreti, ambasciatori e dirigenti dello Stato. Avrà il comando supremo delle forze armate. Governatore della banca di Libia e del capo dello Stato decisi dal parlamento. Un Consiglio di Stato di 100 consiglieri a bilanciare il potere dell’esecutivo. Unico Parlamento della Libia resta la Camera dei Rappresentanti di Tobruk.

 

Un arzigogolo costituzionale da ‘cessate il fuoco’, modello Dayton per la Bosnia, ma comunque già bocciato. Salvo improbabili ripensamenti. Immaginare un rappresentante di Tobruk, uno di Tripoli e uno delle tribù che si accordano su ogni azione ad oggi sembra un po’ fantapolitica. E quale ruolo avrebbe il premier ‘ufficiale’ Al Thinni? Il capo di Stato? Così come l’accettazione del parlamento di Tobruk quale rappresentante ufficiale del popolo libico, per gli islamisti di Tripoli è una sconfitta impossibile da digerire. E per qualcuno la sola soluzione sembra sembra ormai chiamarsi Egitto.

 

LIBIA OGGI mappa 600

 

Fonti militari e di intelligence israeliane affermano che l’Egitto sta ammassando truppe di terra e d’aria nel deserto occidentale lungo il confine con la Libia. Il possibile lancio di un’operazione militare vedrebbe lo sbarco dei marines egiziani sulla costa libica intorno alla città di Derna, sotto il controllo dello Stato Islamico. Il Cairo sostiene di voler solo aiutare il generale libico Haftar a fare quello che il suo esercito non è riuscito a fare, senza occupare la Libia. Stati Uniti r Cia in visita al Cairo, esitano. Ancora gli aiuti militari al generale Haftar, uomo di Washington? Pare non basti.

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