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martedì 19 20 Novembre19

Nepal ecatombe
10 mila le vittime
soccorsi inadeguati

Terremoto Nepal, il premier: ‘Temiamo 10 mila vittime’. L’aeroporto di Katmandu il tappo che frena gli aiuti internazionali che stanno arrivando. Il governo ammette la sua incapacità a coordinare i soccorsi. Intere zone del Paese mai raggiunte. Polemiche sugli alpinisti dell’Everest in elicottero

Probabili 10 mila vittime, a voler chiudere in un numero l’immane catastrofe che si profila. Il realtà non sapremo mai quante le vittime di quel terremoto devastante. Quante casupole crollate sui loro abitanti saranno la loro sola sepoltura? 10 mila è il timore espresso del premier nepalese Sushil Koirala. Il bilancio aggiornato è di 5.057 morti. I feriti sono 10.915, mentre la stima dei profughi interni, persone in fuga, è di 454.769 persone. Sono otto milioni le persone rimaste coinvolte, afferma l’Onu. 1,4 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari, ma difficili da raggiungere.

 

Un neonato salvato dalle macerie dopo 3 giorni
Un neonato salvato dalle macerie dopo 3 giorni

 

Secondo alcune valutazioni, nell’azzardo dei numeri, sarebbero circa 6,6 milioni di persone colpite in varia misura dal sisma in 34 distretti, un milione di persone sono rimaste senza un tetto. Diverse località, nelle vallate più remote, sono ancora isolate e non sono state raggiunte dai soccorsi. Il governo stima inoltre che ci siano 400 mila edifici distrutti. Per i soccorsi sono a disposizione 13 elicotteri, tra cui tre inviati dall’India, che sono impegnati a trasportare i feriti negli ospedali di Kathmandu. Purtroppo molti di loro sono impegnati a soccorrere i troppi alpinisti sull’Everest.

 

Vaste aree interessate al sisma che ha colpito il Nepal sono accessibili solo via elicottero e non hanno ancora ricevuto alcuna assistenza: lo denuncia ‘Medici senza Frontiere’, che ha inviato 38 operatori a Katmandu e Ghorka. Nella capitale, riferisce Msf, moltissime persone dormono all’ aperto in tende o ripari di fortuna e nei prossimi giorni si prevedono temporali. Gli ospedali stanno finendo le scorte di medicinali e materiali. Nelle aree circostanti la capitale circa 45 villaggi sono distrutti o gravemente danneggiati e servono beni di conforto ripari, materiali per igiene e per cucinare.

 

Nepal earthquake

 

Il primo ministro nepalese ha ammesso che le operazioni di soccorso alle vittime non sono state efficaci. ‘Il governo finora non è stato in grado di inviare aiuti nelle aree colpite a causa di problemi logistici e di capacità di coordinamento’. La sfida anche internazionale è come portare i soccorsi, in zone inaccessibili, ad elevate altitudini e colpite a macchia di leopardo. Dopo aver sorvolato la parte settentrionale della vallata di Kathmandu, il coordinatore dei soccorsi Onu ha riferito che il 40% delle case risulta danneggiato, ma che la distruzione è casuale appare assolutamente casuale.

 

Sono stati tutti tratti in salvo con gli elicotteri i 170 alpinisti rimasti bloccati al Campo numero 1 sull’Everest a quota 6.000. E pesa la polemica aspra di Reinhold Messner sui soccorsi di serie A e di serie B: il meglio alle pendici degli ottomila dove ci sono «i ricchi che pagano dagli 80 mila ai 100 mila dollari per salire in vetta al mondo», il resto per i nepalesi. Messner aveva ricordato: «Gli alpinisti torneranno a casa, i nepalesi restano lì». ‘Il soccorso in elicottero all’Everest è stabilito da anni. Funziona come un orologio’, tenta di giustificare un alpinista tedesco dell’Adventure Sports.

 

Nepal villaggio 800

 

C’è un evidente contrasto che lo stesso primo ministro nepalese ha ammesso. Intere aree montane non sono neppure ancora state raggiunte. E le richieste di aiuto di alpinisti illesi o di escursionisti che lamentano di non avere più viveri suonano stridenti. Silvio Mondinelli, guida alpina di Alagna, che oltre venti volte ha raggiunto una cima di Ottomila metri, denuncia: «In una tragedia di queste proporzioni c’è chi continua a premere sulle agenzie di Kathmandu per poter rientrare a casa. C’è chi s’indigna per i ritardi. Il mondo è impazzito. Alpinisti e escursionisti devono cavarsela da soli».

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