lunedì 27 maggio 2019

Vertice Ue sui rifugiati
partorisce il topolino
Un po’ di soldi e via

Terminato il Consiglio europeo straordinario sull’immigrazione voluto dall’Italia: potenziamento di Triton con una dote che passa da 3 a 9 milioni mese, equa distribuzione dei profughi ma restano a 5mila unità. Renzi tromboneggia e la Merkel frena e chiede un registro europea dei rifugiati

L’operazione Triton che non ha mai funzionato (semplice vigilanza di frontiera), incassa il triplo delle risorse e che potrà sprecare senza alcun risultato contro gli scafisti. Passa a fatica la linea dei reinserimenti, di una più equa distribuzione dei profughi, ma non il raddoppio delle quote, che restano ferme al tetto di 5mila. Le conclusioni del summit, terminato poco dopo le 21, offrono poco in cambio di tanto rumore della vigilia. Preceduto da un incontro tra Renzi, Merkel, Cameron e Hollande, il vertice dà l’ok ai 13 punti del velleitario piano Ue http://www.remocontro.it/2015/04/23/soccorso-ai-rifugiati-e-guerra-agli-scafisti-ma-chi-come-e-dove/

 

lampedusa mappa 600

 

Il triplo delle risorse, assieme al rafforzamento dei mezzi per le operazioni coordinate da Frontex Triton e Poseidon (Grecia) è il piatto forte e più veloce, si parla infatti di settimane. Si passa da 3 a 9 milioni di euro al mese. Raddoppierebbe anche lo sforzo comune per i reinserimenti concordati secondo quote maggiori per ciascun Paese. Quote che restano ferme a 5000 unità. Un numero insufficiente rispetto ai dati forniti ieri dal dipartimento immigrazione del Viminale: nel 2015 sono attesi tra i 170mila e i 200mila arrivi. Una goccia d’acqua nel mare quelle 5 mila accoglienze.

 

I fissare una linea di rigore come sempre la Germania. Apertura della Merkel sui fondi (“Non falliremo per mancanza di risorse”) ma anche la presa di distanza rispetto ai partner su alcuni punti. ‘C’è una comprensione molto differente tra gli Stati membri su quello che Triton ci permette di fare’, dice la cancelliera tedesca che sottolinea lo sforzo di Francia, Germania e Svezia ‘che da soli accolgono il 75% dei rifugiati’. Poi la richiesta di istituire un registro comune dei rifugiati. ‘Pronti a sostenere l’Italia ma la registrazione dei rifugiati deve essere fatta bene e secondo le regole Ue’.

 

lampedusa la banda dei 4

 

Molti i Paesi che si sono già detti disponibili ad offrire i propri mezzi, tra questi Francia, Germania, Belgio, Croazia, Slovenia e Norvegia. Il premier britannico Cameron offre in aiuto condizionato: la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori con la missione di fare operazioni di soccorso e salvataggio, in stretto contatto con Frontex e le autorità italiane, ma al di fuori di Triton. E a patto ‘che le persone salvate siano portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito’. Detta brutalmente, noi li salviamo ma non ce li teniamo.

 

La Spagna, come molti altri Paesi si dice disponibile, e resta in attesa di una richiesta della Commissione Ue ‘dei mezzi necessari e di come si intende impiegarli’ dicono fonti diplomatiche iberiche. Tempi decisamente più lunghi -si parla di mesi- per mettere in piedi la missione di Politica europea di sicurezza e difesa comune (Pesd). Accordo teorico sulla necessità di lottare contro i trafficanti, ma molti dubbi su quale sia il mezzo migliore. L’idea di un’azione militare che preveda azioni chirurgiche per distruggere i barconi prima del loro utilizzo anche sulle coste libiche.

 

lampedusa salvagenti bella

 

Ma da più parti arrivano interrogativi e perplessità. E al di là della cornice legale, e della necessaria copertura Onu, il governo di Tripoli (uno dei tre presenti in Libia e non riconosciuto dall’Ue) ha già lanciato il suo altolà, facendo sapere, attraverso il suo ministro degli Esteri che ‘non accetterebbe mai che l’Ue bombardi presunte basi di trafficanti’. Intanto l’Onu chiede all’Ue missioni di ricerca e soccorso con mezzi navali e aerei che eviti tragedie come quelle di domenica. Ma l’Ue frena sulla missione Triton. Solo controllo frontiere, perché è forte il timore, di richiamare altri migranti.

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