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giovedì 5 Dicembre 2019

Europa euroscettica
e anti mediterranea
e le renne finlandesi

Il leader del ‘Partito di Centro’ (conservatore e di destra), vincitore delle elezioni di domenica scorsa, potrebbe dover rincorrere i voti degli euroscettici dei ‘Veri Finlandesi’. Tra le questioni da affrontare l’immigrazione e il salvataggio della Grecia. Su Italia e rifugiati silenzio

Molto lontani dalle stragi in mare e dai flussi migratori incontrollati provenienti dal Nord Africa, un altro pezzo dell’Unione Europea si sta spostando a destra. Alla destra peggiore, xenofoba e un po’ fascista. Una certa ‘vocazione’ storica della Finlandia in vista del 25 aprile, che 70 anni fa giocò in maniera equivoca con le armate naziste contro l’Armata Rossa. Ma restiamo alla elezioni del 19 aprile vinte dal ‘Partito di Centro’ spostato decisamente a destra e guidato dall’ex imprenditore Juha Sipila. Al secondo posto gli euroscettici ‘Veri Finlandesi’, anti migranti e anti Europa mediterranea.

 

Hitler in Finlandia col l'alleato Carl Gustaf Emil Mannerheim
Hitler in Finlandia col l’alleato Carl Gustaf Emil Mannerheim

 

I ‘Veri Finlandesi’ meritano attenzione visto che con i loro parlamentari condizionano la formazione di un governo. Trattative in corso. Se sarà raggiunto un accordo con il ‘Partito di Centro’ (che è di destra), per i Veri Finlandesi si tratterebbe della prima volta al governo. E ovviamente, essendo decisivi chiedono molto: le poltrone che contano di più, quelle di ministro delle Finanze o degli Esteri. Questo in vista di un ipotetico governo ‘di larghe intese’, a bilanciare la presenza dei socialdemocratici. Per contrastare i diktat di Bruxelles su immigrazione e Grecia, dicono a Helsinki.

 

South_Harbor_Helsinki_
South Harbor Helsinki

 

Ovviamente anche nell’algida Finlandia si parla soprattutto di economia. Quindi un programma per rilanciare l’economia, uscita da due anni consecutivi di recessione causati dal declino dei principali ‘asset industriali’, vale a dire le telecomunicazioni (la Nokia) e l’esportazione di legnami e derivati. Quindi calo dei consumi interni e lo stallo dei rapporti con la vicina Russia, un partner commerciale decisivo per Finlandia, causato dalla guerra delle sanzioni tra Washington, Bruxelles e il Cremlino. Allineare i ‘Veri Finlandesi’ alla emergenza italiana sulla migrazione rifugiati e scafisti sarà difficile.

 

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