mercoledì 17 luglio 2019

Drone Cia anti al Qaeda uccide cooperante italiano prigioniero in Pakistan

Giovanni Lo Porto ucciso in un raid Usa a gennaio. Il cooperante era stato rapito in Pakistan. Si erano completamente perse le sue tracce dal 19 gennaio 2012, quando scomparve nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. Operava nella ong tedesca Welt Hunger Hilfe rapito a Qasim Bela

Drone Cia anti al Qaeda uccide cooperante italiano

Giovanni Lo Porto il cooperante italiano rapito in Pakistan nel 2012 è stato ucciso a gennaio da un razzo sparato da un drone della Cia contro un covo di al Qaida in Pakistan, non lontano dal confine afghano. Nello stesso raid è stato ucciso anche un altro ostaggio, un americano, Warren Weinstein, che era stato rapito nel 2011. Di Lo Porto si erano completamente perse le tracce dal 19 gennaio 2012, quando scomparve nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. L’uomo, 39 anni, si trovava nella regione per la organizzazione umanitaria tedesca ‘Welt Hunger Hilfe’ e si occupava della costruzione di alloggi di emergenza nel sud del Punjab.

Dagli Stati Uniti la scuse di Obama: ‘Come presidente e comandante in capo mi assumo la piena responsabilità delle nostre operazioni antiterrorismo e di quanto è accaduto’. Ma gli errori di quella operazione non finiscono qua. Nello stesso raid è stato ucciso anche un altro americano, Ahmed Farouq, che però era un leader di al Qaida. Ucciso anche lui per ‘incidente’ visto che la Cia non sapeva che lui fosse un terrorista. La cosa poi si è ripetuta con un terzo americano, un altro alto esponente di al Qaida, Adm Gadahn, già portavoce di bin Laden. Errori grossolani dell’intelligence statunitense.

Casa Bianca, Lo Porto ucciso in un raid Usa a gennaio

‘Sebbene Farouq e Ghadahn fossero membri di al Qaida, nessuno dei due è stato specificamente preso di mira, non avevamo informazioni che indicassero la loro presenza nei siti delle operazioni’, ha detto la Casa Bianca, precisando che il sito preso mira era stato monitorato per settimane. ‘Sulla base di informazioni di intelligence che avevamo ottenuto, abbiamo creduto che fosse un covo di al Qaeda e che nessun civile fosse presente’, ha riferito anche Obama. I fatti hanno dimostrato alcuni giorni fa il contrario, e da questo la decisione Usa di diffondere le informazioni alle famiglie delle vittime.

Obama ha ordinato la revisione dei protocolli per le operazioni che prevedono bombardamenti con i droni. ‘Faremo tutto il possibile per evitare che si ripeta un errore come questo’, promette Obama, precisando tuttavia che l’operazione è stata condotta seguendo le linee guida per casi del genere. Il portavoce della Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente non ha invece ‘alcun rimorso’ per l’uccisione di due americani membri di al Qaida. Tuttavia, quanto accaduto riaccende una serie di polemiche mai sopite sull’uso dei droni per eliminare i terroristi all’estero e lontano da zone di guerra.

 

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