giovedì 23 maggio 2019

Soccorso ai rifugiati
e guerra agli scafisti
Ma chi, come e dove?

La solidarietà internazionale comincia a prendere corpo. Almeno tre Paesi, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia, sono pronti a fornire navi per limitare nuove tragedie nel Mediterraneo. Il decalogo di lunedì in Commissione cresce a 13 punti nella bozza oggi sul tavolo del vertice straordinario Ue

L’elenco come da agenzia stampa, la sintesi delle proposte nella astrattezza pratica su cui si dovranno trovare mediazioni, accordi, e forse registrare anche bocciature. Mentre intanto gòli sbarchi proseguono inarrestabili. Nel porto di Catania sono sbarcati 220 migranti, comprese 5 donne. Erano stati soccorsi a 40 miglia a nord della Libia su due gommoni di 14 metri. Intanto la Procura di Siracusa ha disposto il fermo di sei egiziani ritenuti gli scafisti dello sbarco di 447 migranti a Augusta intercettati ieri al largo delle coste elleniche.

 

refugees immagine simbolo 800

 

1) Rafforzamento in tempi brevi delle missioni Triton e Poseidon con almeno il raddoppio delle risorse finanziarie a disposizione e l’aumento dei mezzi utilizzati, nonché un ampliamento del raggio di azione. (Più navi e più vicine alla Libia, ma per fare sempre solo polizia di frontiera?)

 

2) Smantellamento della rete di trafficanti di esseri umani, sequestro dei loro beni e loro processo. (Come? Azioni militari? Chi interviene, chi autorizza, che spara, chi si farà sparare?)

 

3) Identificazione, cattura e distruzione sistematica delle imbarcazioni utilizzate dai trafficanti. A questo scopo l’Alto rappresentante Ue dovrà immediatamente iniziare a preparare una missione Pesd in accordo con la legge internazionale, ovvero sotto l’ombrello Onu. (commandos europei a caccia di gommoni e carette del mare? Chi distingue il peschereccio vero da quello nlle mani degli scafisti?).

 

4) Europol avrà il compito di combattere le attività dei trafficanti su internet. (Sino ad oggi se ne erano dimenticati?)

 

5) Incremento della cooperazione con Tunisia, Egitto, Mali, Niger e altri Paesi per monitorare e controllare flussi di migranti e rifugiati prima che arrivino sulle coste del Mediterraneo. (Cosa offriamo in cambio per trattenere quelle masse di disperati e affamati nella loro terre martoriate? Gradito l’aiuto anche di despoti modello Gheddafi pur di frenare il flusso?)

 

6) Invio in questi Paesi di personale Ue per raccogliere informazioni sui flussi dei migranti e cooperare con le autorità locali. (Le diplomazie sino a ieri cosa facevano? Burocrazie inutili).

 

7) Lavoro con i partner regionali per incrementare le loro capacità di controllo delle frontiere e di gestione di operazioni di ricerca e soccorso. (Adesso scopriamo l’Africa dei bisogni: ascolto improbabile e diffidenza legittima)

 

8) Lancio di un programma regionale di sviluppo e protezione per le aree del Nord Africa e del Corno d’Africa (La soluzione della fame, delle malattie, della speranza per mezzo mondo?)

 

9) Attivazione di tutti gli strumenti possibili per incentivare il rimpatrio o comunque il rientro degli migranti ‘economici’ irregolari (chi come e con quali tempi decide se uno scappa dalla fame o dalla guerra?)

 

10) Messa a punto di un programma di rimpatri ‘rapidi’ dei migranti irregolari coordinato da Frontex e focalizzato sui Paesi Ue ‘di frontiera’. (Non era già in atto? Le leggi nazionali questo dicevano)

 

11) Avvio di un progetto pilota per la ridistribuzione di almeno 5000 richiedenti asilo in vari Paesi su base volontaria (qualche disponibilità d’accoglienza in più dal nord Europa)

 

12) Incremento degli aiuti di emergenza ai Paesi di frontiera e esame delle opzioni per organizzare, in casi di emergenza, la ridistribuzione dei migranti tra Paesi Ue. (Qualche soldo e qualche sostegno anche tecnico in più all’Italia in trincea)

 

13) Invio di personale dell’agenzia europea per l’asilo dei Paesi di arrivo dei richiedenti al fine di contribuire all’esame delle loro domande, ma anche alla loro identificazione attraverso le impronte digitali. (Per i pochissimo richiedenti asilo che possono farlo nei loro Paesi travolti dalle guerre)

 

refugees barchi, a Lampedusa giunti 842 migranti sito

 

Nel frattempo, oltre la marea di parole, qualche fatto prossimo venturo

Ecco cosa sono pronti a fare da subito Gran Bretagna, Belgio e Norvegia.

– La Gran Bretagna intende offrire uno dei pezzi forti della sua flotta, la nave portaelicotteri Bulwark.

– Il Belgio ha dichiarato che metterà a disposizione la nave militare Godetia, e spingerà per arrivare al raddoppio -da 5000 a 10000- dei rifugiati da ridistribuire ed è pronto ad accogliere 250 migranti in più.

– La Norvegia, che non fa parte dell’Ue ma dell’area Schengen, manderà quanto prima una sua unità navale nel Mediterraneo per partecipare all’operazione Triton.

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