Privacy Policy MARE MOSTRUM 950 L'Onu ormai inutile L'Europa latitante -
sabato 14 Dicembre 2019

MARE MOSTRUM 950
L’Onu ormai inutile
L’Europa latitante

‘Eravamo quasi mille in gran parte intrappolati nella stiva come topi’. Sono 950 i migranti inghiottiti dalle acque del Canale di Sicilia. 700 uomini, 200 donne e 50 bambini. La maggior parte stipati nella stiva. Per loro la sorte peggiore, perché gli scafisti avevano bloccando i portelloni

La lapide. I racconti raccolti dagli inviati sono da film dell’orrore: quasi eccessivi per apparire veri «Eravamo quasi mille, intrappolati nella stiva come topi», racconta Grazia Longo da Catania. 700 uomini, 200 donne e 50 bambini finiti in fondo al mare. La maggior parte di loro erano bloccati nella stiva perché gli scafisti li avevano intrappolati bloccando i portelloni. Gli altri sul ponte e le sovrastrutture, nel loro agitarsi per attirare l’attenzione del mercantile che li cercava, hanno aiutato il destino a trasformare tante speranze in una sola gigantesca tragedia. Con cui noi ora fare i conti.

 

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Chi e da dove. Il viaggio della speranza è iniziato a Zuara, sulla costa libica a 50 chilometri da Tripoli, a bordo di un peschereccio partito dall’Egitto. «Insieme a me c’erano uomini, donne e bambini provenienti da Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia, Bangladesh, Ghana» riferisce alla squadra mobile di Catania un superstite dal Bangladeshin ora in ospedale. Un altro naufrago, un eritreo che parla bene l’inglese, ha raccontato di ben oltre 700 passeggeri e la Guardia Costiera sta raccogliendo altre testimonianze a bordo delle navi accorse per il salvataggio.

 

I soccorritori. Il barcone era a circa 70 miglia a Nord delle coste libiche e 110 miglia a Sud di Lampedusa quando è stato raggiunto dal King Jacob, un portacontainer con bandiera del Portogallo, che aveva già compiuto negli ultimi giorni quattro soccorsi di naufraghi e che è stato dirottato. «Appena ci hanno visto, si sono agitati -racconta il comandante del King Jacob- e il barcone si è capovolto. La nave non ha urtato il barcone». Poi arrivano unità navali della Guardia Costiera, della Marina Militare italiana e maltese, mercantili e pescherecci di Mazara del Vallo a raccogliere cadaveri.

 

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I latitanti. Se dovessero essere confermati i 950 passeggeri del peschereccio naufragato l’altra notte, salirebbero a 1850 i migranti morti in questo inizio di 2015 nel Canale di Sicilia. E’ tutto ‘troppo’ quanto sta accadendo. Difficile persino trovare le espressioni adatte a definirlo. L’orrore reso più grave dalla latitanza dell’Unione europea. L’Italia lasciata sola a gestire l’emergenza. La follia dell’operazione Triton a vigilare sulle frontiere Schengen di un porto crociere e non su un vero e proprio fronte di guerra. Qualcuno a Varsavia (Frontex) e a Bruxelles (Ue) dovrebbe dimettersi.

 

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