giovedì 23 maggio 2019

Blocco navale alla Libia
scemenze in libera uscita

L’ipotesi appare affascinante perché non risulta direttamente una azione di guerra e, all’apparenza non appare tanto onerosa e impossibile. Invece no. Semplici fantasie di chi parla senza sapere e di chi dice senza prima pensare. Seguiamo l’ipotesi di un blocco navale italiano alla Libia attuale

Cosa vorrebbe dire per l’Italia avventurasi verso un blocco navale della Libia, senza sconti di bugie raffazzonate? Iniziamo col dire che si tratta di una vera e propria azione di guerra visto che interferisce con la forza nell’esercizio di una competenza statale altrui. Ma la Libia, replicano i faciloni, è un ‘failed State’, uno Stato fallito dove non esistono un potere centrale, quindi nei dobbiamo tutelare noi stessi e la migliaia di vite di migranti sfruttati. Bravi e buoni noi italiani, ma occorrerebbe una decisione del Consiglio di sicurezza Onu e altre forze armate oltre le nostre. Dopo quanto visto con Triton?

 

bLOCCO NAVALE migranti-italiA 600

 

‘Chi chiede a gran voce il blocco navale, deve essere consapevole che la sua attuazione impone sacrifici e violenza’ -scrive Lucio Tirinnanzi su Panorama- E deve sapere che vi è la possibilità di dover sparare e uccidere chiunque tenti di forzare il blocco, fino a dover bombardare i porti libici, siano essi ufficiali o improvvisati, e i punti di raccolta dove i trafficanti fanno confluire uomini e mezzi. Chi può decidere una tale interferenza anche armata? L’Onu da tempo so impotente? L’Europa ignava e algida del nord?’. Insomma, ce chi sta dicendo adesso un sacco di sciocchezze. Ma entriamo nei dettagli.

 

Intento diciamo correttamente ‘blocco aero-navale’ per tentare l’impossibile di tenere sotto controllo i 1770 chilometri di coste libiche. Si dovrà pensare magari all’utilizzo di droni, forse con qualche prestito Usa dalla base di Sigonella. E poi? Basterebbe bloccare gli imbarchi libici rispetto a flussi di profughi sudanesi, somali, etiopi ed eritrei, e dall’ Africa Occidentale e Centrale. Un blocco di fronte alle coste libiche deve per forza avere l’accordo con i Paesi africani dai quali partono i migranti e ottenere il loro impegno a limitare alla fonte questi esodi. Il che è soltanto leggenda.

 

In Libia vige ancora un embargo navale imposto dall’Onu al tempo della guerra contro Gheddafi. Sanzione economica e non commercio di armi, in particolare. Ben altro il blocco navale. «Il blocco navale è una classica misura di guerra volta ad impedire l’entrata o l’uscita di qualsiasi nave dai porti di un belligerante». L’embargo navale come sanzione economica contro un determinato Stato, mentre il blocco navale è invece una vera e propria misura di guerra. Il tutto regolato da ‘Norme ”consuetudinarie’ salvo, per l’Italia, fare riferimento alla fascistissima ‘Legge di Guerra del 1938’.

 

I sopravvissuti dei 950 naufraghi
I sopravvissuti dei 950 naufraghi

 

Blocco navale in 5 punti. 1) Zona bloccata ‘da notificare sia al belligerante sia agli Stati neutrali’. 2). ‘Mantenimento di una forza aeronavale dedicata all’applicazione del blocco’. 3) ‘Cattura dei natanti che abbiano violato il blocco’. 4) ‘Attacco ai mercantili che tentino di resistere alla cattura’. 5) ‘Esclusione dal blocco dei traffici di beni di prima necessità’, ma il problema non si porrebbe. 4 i punti chiave. Col blocco delle partenze dalla terraferma impossibile farlo oggi in Libia. E il rischio citato da Renzi di fare un favore agli scafisti nel prendere i profughi e fare loro da servizio taxi.

 

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