sabato 20 luglio 2019

20 anni di naufragi
nel Canale di Sicilia
dei nuovi ‘negrieri’

Escalation di morti in mare nei ‘viaggi della speranza’ verso le nostre coste. Strage di Lampedusa 2013: il mondo inorridito per le 366 vittime. ‘Gli immigrati rendono più della droga’ dicevano i fascio-mafiosi di Massimo Carminati a Roma. Se arrivano vivi. O guadagna solo la mafia libica

«Rendono più della droga». Per la mafia nera che comandava su Roma gli immigrati erano un business favoloso. Messi da parte gli ideali politici, la banda fascista che rispondeva agli ordini di Massimo Carminati aveva trovato nell’accoglienza dei profughi l’occasione per intascare milioni. Il migrante che avava fortunosamente raggiunto l’Italia dopo aver pagato i mafiosi libici, era oggetto di sfruttamento della mafia arraffona romana nell’attesa di poter fuggire verso un’Europa più ricca e meno corrotta. Ma quanti di quei disperati non sono neppure mai giunti a questa seconda barbarie?

 

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Nel 2015. “Se il bilancio di questa ennesima tragedia sarà confermato il numero dei morti nel Mediterraneo negli ultimi dieci giorni arriverà a oltre mille”, ha detto Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr. Ma percorriamo la tappe di questo lugubre calvario. Era l’11 febbraio di quest’anno quando al largo delle coste di Lampedusa 29 profughi muoiono per il freddo durante la traversata attraverso il Canale di Sicilia. Al momento dei soccorsi, 7 di loro risultano già morti, gli altri non ce la fanno a causa del freddo e spirano durante il trasporto sulle motovedette della Guardia costiera.

 

Nel 2014. 5 dicembre dello scorso anno: 18 migranti, tra i quali una bambina di 6 anni, muoiono di freddo su un gommone a 110 miglia a sud di Lampedusa. L’imbarcazione viene raggiunta e le salme vengono portate a Porto Empedocle. Non è stato un naufragio a provocare la tragedia: 16 delle vittime perdono la vita presumibilmente per ipotermia e disidratazione, un’altra viene stroncata da un edema polmonare. La diciottesima vittima è una giovane morta nel reparto di ginecologia e dell’ ospedale di Agrigento per ustioni diffuse in quasi tutto il corpo e per un aborto in corso.

 

Ottobre 2013. Quella avvenuta il 3 ottobre di due anni fa viene subito definita ‘una strage senza precedenti’ per numero di vittime. Un barcone carico di migranti naufraga a Lampedusa, all’altezza dell’Isola dei Conigli. Il bilancio finale arriverà a 366 vittime accertate e 20 morti presunti. Tra i morti ci sono tante donne, alcune incinte e molti bambini. Il relitto viene ritrovato inabissato sui fondali: al suo interno, come una grande bara, le centinaia di cadaveri. I corpi recuperati dovranno essere trasportati in un hangar dell’aeroporto perché non c’è più posto nella camera mortuaria.

 

Settembre 2013. Il 30 settembre 13 migranti muoiono in uno sbarco sulla spiaggia di Sampieri, a Scicli, nel tentativo di raggiungere la costa. Gli immigrati, circa 200, avevano raggiunto la costa ragusana a bordo di un peschereccio che si è arenato a poche decine di metri dalla riva. Per liberare l’imbarcazione i migranti sono costretti a gettarsi in mare, anche se non sanno nuotare: presi a cinghiate dagli scafisti. Come accaduto il 10 agosto quando 6 migranti muoiono sulla spiaggia del lungomare della Plaia di Catania, annegando, proprio nel tentativo di raggiungere la riva.

 

Ottobre 2012. L’11 ottobre 34 migranti, tra cui sette bambini e undici donne, sono le vittime di un naufragio a 70 miglia da Lampedusa. Il barcone su cui viaggiano si capovolge mentre i migranti si muovono per farsi notare da un elicottero in ricognizione. Circa 206 migranti vengono invece portati in salvo dalla Marina Militare. Il primo agosto 25 profughi, tutti uomini muoiono asfissiati nella stiva di un barcone partito dalle coste libiche verso Lampedusa. I cadaveri vengono scoperti dagli uomini della Guardia costiera una volta terminato il trasbordo degli extracomunitari.

 

Maggio 2011. Il 19 maggio tragedia sfiorata per oltre 400 profughi dalla Libia. A circa 20 miglia dalla costa di Lampedusa, principio di incendio, spento solo grazie all’intervento di 4 finanzieri saliti a bordo prima del trasbordo dei migranti. L’8 maggio 527 profughi salvati a Lampedusa da un barcone incagliato sugli scogli che rischia di capovolgersi: tre di loro, non ce la fanno e muoiono a un passo dal traguardo. Il 6 aprile un barcone con 300 persone a bordo si ribalta nel canale di Sicilia per le condizioni del mare. 51 le persone tratte in salvo: i dispersi sarebbero oltre duecento.

 

Aprile 2011. Il 3 aprile i corpi di 70 migranti morti probabilmente durante una traversata recuperati al largo della Libia, all’altezza di Tripoli. Nella notte tra il 29 e il 30 marzo un barcone con a bordo 17 immigrati affonda a largo di Lampedusa. A raccontarlo sono i sei superstiti; sarebbero annegati 11 loro compagni. Il 14 marzo nel canale di Sicilia affonda un barcone con a bordo una quarantina di tunisini. Solo cinque riescono a salvarsi. Il 4 marzo un barcone con 30 immigrati naufraga a circa 40 miglia dalla costa tra Marsala e l’isola di Marettimo. Due scompaiono nel mare in tempesta.

 

Febbraio 2011. Il 16 febbraio nel canale di Sicilia scompare un barcone di circa 45 metri con a bordo forse oltre 200 immigrati. Giugno 2008. Il 16 giugno un barcone con 150 migranti egiziani affonda al largo delle coste libiche. Soltanto uno riuscirà a salvarsi. Maggio 2008. Il 12 maggio 66 immigrati clandestini tentano di raggiungere l’Italia su un barcone che va alla deriva per giorni. 47 persone muoiono di fame e freddo e engono gettate in mare dai compagni. 19 agosto 2006, un barcone con 120 a bordo si rovescia durante i soccorsi. Dieci cadaveri 40 persone disperse.

 

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Ottobre 2004. Il 4 ottobre un’imbarcazione con 75 immigrati si inabissa davanti alle coste della Tunisia: 17 persone annegate. Altri 47 sono disperse e 11 vengono salvate dalla guardia costiera. 20 ottobre 2003, su un barcone nel canale di Sicilia i superstiti raccontano che 70 persone morte durante la traversata sono state gettate in mare. 20 giugno 2003, una barca con 250 migranti naufraga al largo della Tunisia. 50 corpi restituiti dal mare, 160 i dispersi. Dicembre 1996, la notte di Natale. 300 clandestini muoiono annegati tra Malta e la Sicilia nella collisione tra il cargo libanese ‘Friendship’ e la motonave Yohan.

 

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