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domenica 22 Settembre 2019

Putin insolitamente soft
critica le forzature Usa
Sì alleati, No vassalli

Putin sorride, fa battute, cerca di piacere ai suoi concittadini, ma parlando di cose internazionali non fa sconti: ‘Le sanzioni contro di noi non sono più legate a Ucraina, sono un fatto politico’. Altri in Europa iniziano a sospettarlo. Tre milioni di domande per la 13° question-time

Circa 2,4 milioni le domande arrivate via web e telefono al leader del Cremlino per la sua 13ma ‘Linea diretta’ con il Paese, una maratona di botta e risposta con i cittadini. L’evento viene trasmesso in diretta su tre tv e tre radio. Lo scorso anno Putin parlò per 3 ore e 55 minuti rispondendo a 72 quesiti, ma il suo anno record è il 2013: 4 ore e 47 minuti per rispondere a 85 domande su oltre 3 milioni pervenute. Questa volta Putin caratterizza la sua diretta per le risposte soft. Putin il buono che usa toni molto diversi dalla scorso anno quando aveva rivendicato l’annessione della Crimea.

 

linea diretta put studio

 

Mite e sorridente. Cosa è cambiato e perché questa nuova versione di Putin? Un anno fa la diretta aveva avuto per protagonista un Putin trionfante per l’annessione della Crimea e che si scagliava contro i ‘nazisti’ che avevano fatto il golpe in Ucraina. Quest’anno il conflitto con l’ex ‘Paese fratello’ finisce in secondo piano, e il presidente russo evita persino pronunciarne il nome. La ‘Nazione vicina’ dove la Russia ‘non ha intenzione di interferire’. ‘Non ci sarà nessuna guerra’, dice a una profuga dall’Est ucraino. Vogliamo solo ‘il rispetto per i russi e tutti quelli che si considerano tali’.

 

Putin promette anche di continuare a fornire il gas scontato agli ucraini. Non da spazio a chi chiama Poroshenko ‘un criminale’. Le regioni ribelli dell’Ucraina tornano alla denominazione regionale di «Donbass». Le ‘repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk’ vengono menzionate solo una volta per ricordare la loro difficile condizione economica e sociale. Ma per ‘l’ex Paese fratello’ può esistere soltanto ‘soluzione politica’. Gli accordi di Minsk insomma. E infine nessun accenno al futuro dei separatisti. Un Putin moderato, saggio, prudente, per portare i russi a scoprire il nuovo nemico.

 

Il dossier principale non è più la guerra ma l’economia in crisi. E nonostante il presidente mostri un cauto ottimismo sul rublo che si rinforza e il prezzo del petrolio che torna a crescere, resta prudente a promettere una ripresa ‘entro due anni’. Sanzioni: Putin ritiene prevedibile una loro abolizione a breve. Alcuni Paesi occidentali ne hanno fatto una politica per contenere il nostro sviluppo’. Poi le note dolenti interne alla Russia, la troppe carenze pubbliche, errori, malversazioni. E Putin sempre morbido, ammette e promette. Persino il nuovo cosmodromo che dovrebbe portare i russi sulla Luna

 

Linea direttra

 

Ultimo passaggio: la maggioranza dei leader mondiali non andrà a Mosca il 9 maggio a celebrare il 70simo anniversario della vittoria su Hitler, ‘ma in fondo, è la nostra festa”. Tranquillizza Israele sulla ripresa delle forniture militari russe all’Iran e arriva a riconosce che chi nell’Est Europa equipara nazismo e stalinismo sbaglia ma non ha del tutto torto, ‘perché i nostri predecessori hanno fatto l’errore di imporre ad alcuni Paesi un sistema, come fanno oggi gli americani’. Concessione storica e apertura di credito imprevedibile col leader che appare più liberale del regime che ha creato.

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