domenica 25 Agosto 2019

Musulmani affoga cristiani
Migranti e odio religioso
I dubbi di Giulio Albanese

Notizie inverificabili che cavalcano l’odio religioso. Il lancio dell’agenzia AGI è sintesi rude: ‘L’odio religioso dei musulmani contro i cristiani ha causato una strage su un gommone carico di immigrati nel Canale di Sicilia: 12 cristiani gettati fuori bordo dai loro compagni di fede islamica’

Sovente di una notizia si legge soltanto il titolo e questo, per la sua sintesi, fa sovente torto alla verità. Profughi nigeriani e ghanesi sbarcati a Palermo da una nave che li aveva soccorsi narrano di essere scampati alla furia dei loro compagni. Altri sarebbero stati gettati fuori bordo da una quindicina di ivoriani, senegalesi, del Mali e della Guinea Bissau. Motivo, il credo religioso cristiano. Credibile?

 

«Un messaggio di questo tipo pone inevitabilmente dei quesiti. Anzitutto, perché è successo? A quale gruppo etnico appartengono le opposte fazioni? Sul gommone c’è stata una disputa teologica tra disperati? O non sarà che avranno litigato per una coperta? Sempre sui giornali leggiamo: “in dodici, nigeriani e ghanesi, sono stati gettati in mare dai loro compagni di viaggio”. Mentre quelli arrestati “provengono dal Mali, Senegal, Guinea Bissau e soprattutto della Costa d’Avorio”».

 

«Scusate, non potrebbero esserci anche altri moventi? Ad esempio, il governo nigeriano e quello ghanese sono stati ripetutamente coinvolti nelle missioni dell’Ecomog (The Economic Community of West African States Monitoring Group) in Africa Occidentale e spesso la loro presenza in alcuni Paesi è stata percepita negativamente».

 

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«Una cosa è certa: quanto è avvenuto è gravissimo, ma prima di parlare di uccisioni “solo” per motivi religiosi, per favore andiamoci piano. Quante stragi si sono consumate in Nigeria o in Kenya tra i pastoralisti e le popolazioni sedentarie! Sono frequentissime per motivazioni ancestrali, legate al controllo del territorio. Quante volte ne ha parlato la stampa italiana? Insomma, aspettiamo l’esito finale dell’inchiesta che comunque non sarà facile anche perché determinare con certezza la nazionalità dei profughi e la loro appartenenza religiosa è sempre molto difficile».

 

«Molti, ad esempio, si professano cristiani, quando invece sono musulmani o animisti, perché sanno che a seguito delle malefatte dei jihadisti in Siria, Iraq e Nigeria è più facile ottenere in Europa (questo sperano!) il diritto di asilo per motivi di persecuzione religiosa».

 

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«Questo, naturalmente, non significa assolutamente che siano terroristi, ma per loro ogni espediente è buono quando si tratta di fuggire da guerre, morte e distruzioni. La materia è delicatissima perché occorre scongiurare lo scontro tra le civiltà. Essere cristiani significa certamente testimoniare la Carità, condannare i violenti, ribadendo in particolare che chi uccide nel nome di Dio non può essere considerato un “credente” o “religioso” che dir si voglia».

 

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