BASTIAN CONTRARIO
Dubbi: mi si nota di più se
mi scindo o non mi scindo?

Il Bastian contrario confessa di aver rivolto una prece, dopo l’uscita dell’ultimo numero de L’Espresso, di questo tipo: “Aridatece l’Espresso!”. Non solo perché l’attuale formato sogliola suggerisce subito una sensazione di povertà. La copertina è una sentenza definitiva sul Pd: “Scandali e risse. Un partito buttato. Travolto dalle inchieste. Infiltrato da affaristi e mafiosi. Con gli iscritti in fuga e la minaccia di una scissione. Il Pd si sta rottamando da solo. Una deriva che Renzi non riesce a frenare”. Con tali premesse, andiamo a vedere l’inchiesta di uno dei più prestigiosi settimanali del dopoguerra (fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti e Eugenio Scalfari). L’editoriale, un pezzo su D’Alema, poi brevi richiami al compagno Greganti, a Penati, la foto di Civati che da oltre un anno minaccia la scissione, la situazione romana. Poche paginette che sembrano il riassunto stampa di mesi di articolesse comparse sui quotidiani. Dal “di più” che assicuravano autorevolissimi settimanali del dopoguerra siamo passati ai riassunti. Si pensa, così, di rappresentare una alternativa al web? Ma per favore…

 

Nichi Vendola governatore della Puglia

Nichi Vendola governatore della Puglia

 

Altra tranvata nei denti al Bastian contrario. E’ in corso lo sfratto più grande della storia: a Hanoi, Vietnam. Stavolta gli americani non c’entrano. È il governo vietnamita che ha deciso di “traslocare” (eufemismo) 70mila persone che vivono da sempre nel centro storico, con i loro laboratori artigianali, i loro mercati eccetera. Il vecchio centro storico deve diventare il fulcro del turismo occidentale, con nuovi immobili che costano già 13mila euro al metro quadro (rispetto ai 10mila di Shanghai e ai 9000 di via della Spiga a Milano).

 

Hanoi il vecchio centro storico che sarà abbattuto

Hanoi il vecchio centro storico che sarà abbattuto

 

Il Foglio ( quotidiano a suo tempo fondato e diretto da Giuliano Ferrara) al lunedì diventa una rassegna stampa, pubblicando articoli già usciti su vari quotidiani. Il neo direttore Claudio Cerasa scrive comunque un editoriale, firmato non con il suo nome ma con una ciliegina. E il 13 aprile spiega che (titolo) “Con questi dirigenti solo le procure possono sconfiggere Renzi”. Quali dirigenti? Cerasa li elenca: Camusso (che non ha capito le novità positive nella riforma del lavoro), Landini con il suo ingraismo latente (il testo recita: ingroismo, ma è un evidente errore di stumpa), Fassina, Civati (dall’evidente nannimorettismo: mi si nota di più se mi scindo o non mi scindo?”), Vendola (“solo un mago come lui poteva riuscire nell’impresa di dar vita a una grande scissione in un piccolo partito nato da una precedente scissione”). E il M5S? Cerasa spiega: Grillo non ne ha più voglia, i Di Battista e compagnia sono diventati più comici del loro capo comico”. Cerasa conclude: con questa opposizione Renzi potrà sbagliare quanto vuole ma gli altri in campo, nannimorettianamente, non vinceranno mai . Il Bastian si chiede: che abbia ragione Cerasa (soprattutto nel titolo)?

Altri Articoli