Il Comunismo come il Nazismo: alla vigilia del 70/mo anniversario della vittoria delle forze alleate su Hitler – pagato a caro prezzo dall’Unione sovietica – l’Ucraina equipara i due sistemi totalitari con una legge destinata a far discutere non solo in patria, dove le minoranze russofone continuano a sentirsi legate al retaggio sovietico, ma anche in Russia, erede di una storia di cui molti vanno ancora fieri contrapponendola a quella nazista. E soprattutto in Israele, dove il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff, l’ha subito definita “una decisione oltraggiosa”, una “grande bugia che trasforma i carnefici in vittime”.
La decisione del parlamento ucraino – ha denunciato Zuroff parlando con l’ANSA da Gerusalemme – “cerca di deviare l’attenzione dai crimini dell’Ucraina durante la Shoah ed equipara falsamente nazismo e comunismo”. “A questo proposito, l’Ucraina è solo l’ultima delle ex repubbliche sovietiche post-comuniste, guidate dai Paesi Baltici, a far passare una tale legislazione”, ha deplorato l’ex collaboratore e successore di Simon Wiesenthal, storico ‘cacciatore’ di criminali nazisti e collaborazionisti, polemizzando con il neo-nazionalismo di Kiev in attesa che anche l’Ue si decida a dire qualcosa su questo oltranzismo neo nazi.
Segnali preoccupanti di negazionismo storico e filo nazista da tutta l’area baltica. Il 16 marzo a Riga, Lettonia, un migliaio di persone molte delle quali nella divisa delle ‘Waffen-SS’ hanno sfilato nel centro della città fino al monumento alla Libertà, edeposto fiori in memoria delle vittime del delirio hitleriano. Il testa i pochi vecchietti sopravvissuti al disastro di allora ma a preoccupare erano i tanti giovani che seguivano il corteo, sul quale sventolavano anche i vessilli di Estonia e Lituania. Durante la guerra la legione lettone delle SS arrivò a 150mila uomini. Attualmente vivono in Lettonia e Paesi baltici diverse decine di ex SS.
I tentativi di riscrivere la storia continuano a moltiplicarsi nei Paesi Baltici e in Ucraina sfruttando le tensioni della nuova ‘quasi Guerra fredda’ provocata dalla Maidan di Kiev e favorita dalla tensioni anti russe da parte degli Stati Uniti. Tutto questo accade nell’avvicinarsi del 70 anniversario della vittoria sovietica sulle armate naziste, il 9 maggio, la fine della seconda guerra mondiale dopo 71 milioni morti nel mondo e il sacrificio 23 milioni di cittadini sovietici, di cui 12 milioni e 600 mila erano civili uccisi dalla violenza delle truppe naziste e dei loro collaborazionisti locali tra cui le tristemente note divisioni SS baltiche e ucraine.
Ancora il direttore del ‘Centro Simon Wiesental’ di Gerusalemme. ‘Tra le persone che hanno servito nella Legione lettone delle SS (e nelle altre formazioni aggregate alle SS tedesce) c’erano quelli che in precedenza avevano agito nella polizia di sicurezza e dunque erano stati attivamente coinvolti nell’omicidio di massa di ebrei lettoni ed ebrei deportati in Lettonia per essere assassinati’. Quindi complici anche nello sterminio ebraico mentre oggi si tenta di associare quei nazisti locali alla lotta per l’indipendenza nazionale. Il falso della legione lettone delle ‘Waffen-SS’ l’ultima delle forze naziste ad arrendersi nel 1945 ma solo per la sua sopravvivenza.