mercoledì 17 luglio 2019

Eccidio armeno centenario
Intervista di Marc Innaro
al presidente dell’Armenia

Una tragedia dell’umanità tra le più laceranti e controverse. Gli armeni cristiani di turchia trucidati nel seguiti della prima guerra mondiale per la loro vicinanza e richiesta di aiuti alla Russia zatista. Massacro o genocidio? Sul dramma si litiga sulle parole oltre che sul numero delle vittime

Signor Presidente, perché a distanza di 100 anni il massacro degli armeni continua a non essere riconosciuto come tale da tutta la comunità internazionale, ossia come il tentativo di cancellare un intero popolo?

“Il motivo è molto semplice: è per i rapporti che molti Stati intrattengono con la Turchia. Purtroppo, a guidare tanti governi sono gli interessi, le valutazioni geo-politiche, e non i valori. Valori, come i diritti umani, che vengono sottomessi agli interessi politici… Eppure, sono convinto che un giorno anche la Turchia riconoscerà il genocidio armeno”.

 

Il presidente armeno Serge Sarkisian col presidente russo Putin
Il presidente armeno Serge Sarkisian col presidente russo Putin

 

Cosa rappresenta per Lei, oggi, la Turchia? Come giudica la decisione del presidente turco Erdogan di celebrare l’anniversario della battaglia di Gallipoli proprio in concomitanza con le commemorazioni del genocidio armeno?

“E’ difficile leggere il pensiero dei turchi. Ma credo che il loro scopo sia di distrarre l’attenzione della comunità internazionale. E’ l’ennesima manifestazione del loro negazionismo. Di volta in volta, usano strumenti diversi per negare i fatti storici. Stavolta hanno fatto un calcolo molto semplice. Se Stati Uniti, Francia, Germania, Italia saranno rappresentati in Turchia a un livello più alto che in Armenia, i turchi potranno dire: “Ecco, vedete: non riconoscono il genocidio!”. E noi armeni capiremo chi ha preferito dare priorità all’interesse piuttosto che ai valori…”

 

In un momento come questo, in cui i cristiani sono ovunque sotto attacco da parte del fondamentalismo islamico, perché il mondo continua a girare la testa dall’altra parte, proprio come 100 anni fa col genocidio armeno?

“Temo, purtroppo, che come con gli armeni, ci siano in ballo enormi interessi economici e politici, che impediscono alla comunità internazionale di far fronte comune per combattere il Male. Questo, per me, è inaccettabile! Pensi che all’inizio del ‘900 c’erano Paesi del Medio Oriente in cui i cristiani rappresentavano il 23 – 24% della popolazione. Oggi i cristiani sono ridotti allo 0,2 – 0,3%… Dopo la partenza dei cristiani, il passo successivo è la distruzione del loro patrimonio culturale. Poi viene il cambio del nome ai monumenti, la deformazione dei fatti storici. Dopo un po’ di tempo, nemmeno gli specialisti sono più in grado di rintracciare la presenza dei cristiani”.

 

Forse è anche per questo che l’Armenia ha deciso di entrare nell’Unione Euro-asiatica assieme a Russia e Bielorussia?

“La nostra è stata una valutazione realistica. Anzitutto, perché da decenni le nostre economie sono integrate. Tagliare questi legami, sarebbe stato come condannare il nostro paese all’instabilità. Ma ci sono state anche ragioni di sicurezza. E’ impossibile far parte di un sistema difensivo e contemporaneamente appartenere ad un diverso sistema economico”.

 

In cosa l’Italia può essere utile all’Armenia per aiutarvi ad uscire dalla difficile situazione di crisi? E qual sarebbe il vantaggio per l’Italia nell’avere con voi un rapporto preferenziale?

“Guardi, oggi l’Armenia fa parte dell’Unione Euro-asiatica. Ciò significa che l’Armenia non è più un piccolo mercato di 3 milioni, ma di almeno 173 milioni di consumatori. Ogni impresa installata in Armenia può esportare liberamente la produzione verso Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Senza pagare dazi doganali, con enormi vantaggi fiscali, esenzione dell’IVA, e con un notevole capitale umano, fatto di tecnici e specialisti qualificati. Questo significa che abbiamo condizioni molto favorevoli per le vostre imprese”.

 

Profughi armeni foto d'epoca
Profughi armeni foto d’epoca

 

Lei a Roma vedrà anche Papa Francesco. Cosa ha intenzione di chiedergli? Vedremo mai Papa Francesco in Armenia?

“Sono convinto che nel corso del prossimo anno avremo la sua visita in Armenia. Quando lo incontrai l’ultima volta, mi disse: “E’ il desiderio del mio cuore. Io questa visita la farò”.

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