lunedì 17 giugno 2019

Castro e Barack Obama
presto a stringersi la mano
Sfida per Hillary Clinton

Incontro Kerry-Rodriguez, i ministri degli esteri dei due Paesi, colloquio al più alto livello da più di mezzo secolo tra Washington e L’Avana. Presto arriverà il colpo di scena: Obama con Raul Castro al telefono prima del vertice delle Americhe, dove è atteso un incontro ‘informale’, fra i due

ANSA  sabato 11 aprile, Panama. 

Mai, in oltre 50 anni, si erano visti un presidente degli Stati Uniti e un presidente cubano seduti uno accanto all’altro per un faccia a faccia. E’accaduto a Panama. Ulteriore e inequivocabile segnale della svolta storica in corso tra i due Paesi, con Barack Obama e Raul Castro impegnati con convinzione a voltare pagina. Con pazienza, ha sottolineato Castro. Con rispetto per le differenze, ha assicurato Obama. Ma entrambi si sono mostrati convinti che il momento sia giunto per cambiare corso. “Siamo pronti a parlare di tutto”, ha detto Raul Castro. “E’ il momento per tentare qualcosa di diverso. Possiamo imboccare una strada che ci conduca al futuro”, ha sottolineato Obama. I due si sono visti in una saletta del centro congressi a margine del vertice delle Americhe a Panama, che passa alla Storia come il luogo in cui si e’ concretizzato quel processo di disgelo annunciato lo scorso dicembre al grido di “todos somos americanos”. Dopo l’incontro a porte chiuse, durato circa un’ora, Obama si e’ detto “ottimista”, convinto che “si continueranno a fare progressi”. Con Raul Castro, ha aggiunto rispondendo a domande dei giornalisti in conferenza stampa, e’ stata una “conversazione schietta e fruttuosa”. Pur sottolineando che tra i due presidenti sussistono “visioni molto diverse su come la società dovrebbe essere organizzata e io sono stato molto chiaro con lui”. Obama ha quindi proseguito sottolineando che gli Stati Uniti continuano a sostenere democrazia e diritti umani. Ma ha licenziato senza mezzi termini eventuali allarmismi: “Cuba non e’ una minaccia per gli Stati Uniti”. Come a dire, le minacce sono altre.

 

Remocontro, 10 aprile.

A poche ore dall’apertura del vertice delle Americhe, sia il presidente americano Barack Obama sia il leader cubano Raul Castro sono a Panama, dove è in corso un colloquio tra il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez. L’incontro di più alto livello diplomatico tra Washington e L’Avana da più di mezzo secolo. Tra Obama e Castro non sono previste riunioni bilaterali, anche se probabilmente i due si daranno la mano nel corso della ‘due giorni’ americana panamense. Anzi, più che probabile appare ufficiosamente certo. Ma la diplomazia…

 

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Un summit al quale Cuba partecipa per la prima volta dal 1962 con la presenza di 35 leader del continente, tra i quali i presidenti del Venezuela, Nicolas Maduro, e del Brasile, Dilma Rousseff. Nel percorso di disgelo nei rapporti bilaterali avviato a dicembre, i riflettori rimangono comunque puntati proprio sui movimenti di Obama e Castro. Qualche giorno fa la Casa Bianca ha sottolineato che i due leader avranno una ‘interazione’ a margine del vertice. L’ipocrisia anche lessicale della diplomazia. Obama arriva dalla Giamaica, dove ha annunciato che intende togliere Cuba dalla lista dei paesi che sostengono il terrorismo.

 

Qualche ora dopo ‘Cubadebate’ ha ripreso l’annuncio sulla sua homepage: Obama, ha ricordato il sito web dell’Avana ha reso noto che ‘il procedimento per depennare Cuba dalla lista dei paesi promotori del terrorismo è concluso’. Mandato presidenziale di Obama in uscita che sembra recuperare sulle incertezze alla ‘sor tentenna’ in politica estera sino a ieri. Iran e Cuba che rischiano però di diventare un problema per Hillary Clinton che domenica annuncerà la candidatura alle presidenziali Usa del 2016. Lo riporta la stampa americana, citando fonti vicine all’ex capo della diplomazia statunitense. Una notizia da tempo attesa e scontata.

 

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Con ogni probabilità l’annuncio avverrà attraverso i social network, segnale che la moglie dell’ex presidente Clinton vuole tenere stretto il contatto con gli elettori più giovani. La conferma della candidatura di Hillary Clinton per la nomination democratica nella corsa alla Casa Bianca potrebbe arrivare in 140 caratteri su Twitter o con un post su Facebook. Ne sono convinte fonti vicine alla ex responsabile della diplomazia statunitense che al Washington Post confidano i dettagli di una strategia di basso profilo. Al contrario di quanto sta accadendo sul fronte repubblicano. Prudenza anche per l’esperienza 2008 nella sfida persa con Obama.

 

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