La notte del ‘Gran Consiglio’ anche in Francia dove gli eredi del Duce locale destituiscono colui che li aveva creati. E il tradimento alla fasciodestra francese è pure più efferato: a firmare “l’ordine del giorno Grandi” alla seduta del Front National (in Italia accadde il 24 luglio 1943), la figlia dello stesso Jan Marie Le Pen, Marine, erede del Front National che sta cercando di ripulire dalle evidenze fasciste del fondatore. Dunque -fuori parallelismi storici- Marine Le Pen dice no alla candidatura del fondatore alla presidenza della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il sud più a destra.
La polemica interna al Front National e alla famiglia Le Pen non risparmia niente e nessuno. “Il suo obiettivo – dice la figlia a Le Monde – è nuocermi”. Immediata la risposta del fondatore di Fn: “Madame Le Pen (così chiama la figlia Ndr) si chieda se è utile ciò che fa“. Ma a certificare le resa dei conti interna definitiva (la notte del ‘Gran Consiglio’ appunto) il vicepresidente del Front Florian Philippot, che -simultaneamente al no di Marine Le Pen alla candidatura del padre alle regionali- annunciava una “rottura totale e definitiva” con Jean-Marie, colpevole di inopportune evidenze fasciste.
Nel suo primo commento dopo la rottura con la figlia, Jean-Marie Le Pen, 86 anni, ha detto ai microfoni della radio RTL: “Madame Le Pen deve porsi la questione di sapere se quello che fa è utile agli interessi che pretende di servire“. Negli ultimi giorni l’anziano leader, oggi presidente onorario del partito, ha continuato a ribadire alcune sue vecchie provocazioni, come quella delle camere a gas che sarebbero “un dettaglio della Storia“. L’ultima, in un’intervista al giornale di estrema destra Rivarol, è stata la difesa del maresciallo Petain, capo della Francia collaborazionista con i nazisti.
‘Jean-Marie Le Pen sembra essere entrato in una spirale di terra bruciata e suicidio politico’, replica la figlia Marine. ‘Lo status di presidente onorario non consente a Jean-Marie Le Pen di prendere in ostaggio il Front National con provocazioni il cui unico obiettivo sembra essere ferire me, ma sono un colpo all’intero movimento, ai suoi quadri, ai suoi candidati, ai suoi sostenitori, ai suoi elettori‘. Eccesso di fascismo, o fascismo troppo gridato. Jean-Marie in camicia nera, Marine in doppiopetto. Contro Jean-Marie, la nuova destra secondo cui JMLP ‘Dovrebbe ormai figurare al museo delle cere‘.