BASTIAN CONTRARIO
Dalle Coop alle Fondazioni
da Di Gennaro a Bisignani

In casa del presidente della Coop di Ischia, Roberto Casari (Pd), hanno trovato una busta con 16mila euro e una scritta: “Baffo”. E molti, se non tutti, hanno subito pensato a Massimo D’Alema, per via di quella storia delle bottiglie del suo vino. Il Bastian contrario pensa che chi ha pensato a D’Alema ha sbagliato: il molto ex leader dell’ex Pci era chiamato Baffino, non Baffo.

Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, presentando il suo libro “Il male italiano”, ha detto che non ci sono ricette miracolistiche contro la corruzione, ma ha subito tirato una bordata calibro 90: “Prima di pensare a regolare le lobby in Parlamento serve una legge sulle fondazioni politiche che gestiscono centinaia di milioni di euro”. Il Bastian si chiede e chiede: cominciamo a fare i nomi di queste cosiddette fondazioni politiche, o no? Altrimenti rimangono belle parole rivolte a chi può intendere, ma viene ancora coperto dall’anonimato.

 

Di Gennaro barca 800

 

De Gennaro Giovanni, capo di Finmeccanica, dopo la condanna all’Italia per le torture alla Diaz, è stato difeso da molti (nessuno però che abbia avuto l’onestà di dire: è vero che c’erano i black block allora a Genova, ma quelli erano ben nascosti, e non si accampavano alla Diaz). Pochi sanno che nel 2013 (con Letta da poco a Palazzo Chigi) un signore rivela che alla Finmeccanica andrà proprio De Gennaro: è Luigi Bisignani, oggi 62 anni, già giornalista dell’Ansa ma poi radiato dall’Ordine dei giornalisti (nel 2000). Bisignani ha avuto gli arresti domiciliari per l’inchiesta sulla P4 nel 2011, e ancora arresti domiciliari relativi ad appalti di Palazzo Chigi nel 2014. E sempre nel 2014 il presidente del Consiglio Renzi conferma De Gennaro a Finmeccanica. Il Bastian si chiede: ma possibile che un noto piduista come Bisignani sapesse nel 2013 che De Gennaro sarebbe finito a Finmeccanica? Nessuno ha informato il capo del governo che stava per pestare uno sterco imbarazzante?

 

Matteo Salvini, nella sua forsennata caccia ai voti solleticando i bassi istinti del “popolo” leghista (dicendo “radere al suolo i campi rom”), forse dovrebbe leggere con attenzione l’atteggiamento di Marine Le Pen, che nella sua caccia ai voti “pesanti” in Francia non esita a mettere da parte il padre ultrafascista e filonazista. Vabbè, per il Bastian contrario non c’è niente da fare, il Salvini non a caso si è alleato con i neofascisti di Alba dorata.

 

Salvini-LePen

 

In un recente studio Eurispes-Uil sui dipendenti pubblici si spiega perché è un “mito” il numero esagerato di questo tipo di dipendenti. La spesa per il pubblico impiego rappresenta l’11,1% del Prodotto Interno Lordo italiano (in Italia abbiamo 58 impiegati ogni 1000 abitanti, in Germania sono 54, in Svezia 135). Per questo, ha sostenuto il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, l’Italia è in ordine con l’Europa ma –ha aggiunto- “il vero problema è il numero dei dirigenti con i loro stipendi; per esempio un dirigente di Asl può arrivare a guadagnare il doppio rispetto al Presidente della Repubblica”. Il Bastian contrario si aspetta che il presidente Mattarella ricordi questo “particolare” al governo. O no?

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