venerdì 21 giugno 2019

Impero dei traffici d’armi
denuncia Papa Francesco
che al solito non fa sconti

Certamente Jorghe Bergoglio era prete scomodo e ora papa lo è al superlativo. Scomodo a molti. Lui i fatti non li nasconde per convenienza politica e quando parla di guerre dice chiaro a tondo che il mondo è in mano ‘a trafficanti di armi’. Senza segno della croce per le armi dei cosiddetti buoni

Partiamo dai fatti. Le drammatiche immagini arrivate dal campus universitario di Garissa, in Kenya, dove un commando degli islamisti di Al Shabaab ha ucciso 142 studenti cristiani. Ma per la vita dei cristiani quella rappresentata dai terroristi somali non è l’unica minaccia nel mondo. Secondo un rapporto del World Watch Monitor, nel 2014 sono state almeno 4.334 le persone di fede cristiana uccise nel mondo, più del doppio rispetto al 2013. Oltre alla distruzione di 1.062 luoghi di culto, come è accaduto a Ninive, dove le croci sono state sostituite con i vessilli neri dello Stato Islamico.

 

kENYA UOMO ARMATO BIMBO 600

 

A contendersi il primato in questo bollettino di guerra, Nigeria e Repubblica Centrafricana, Paesi percorsi da crudeltà infinite lasciate rispettivamente da Boko Haram jihadisti in Nigeria e dagli scontri tra le milizie musulmane Seleka e i gruppi armati a maggioranza cristiana anti-Balaka (anti machete). Gli altri Paesi delle persecuzioni, i primi 10, sono tutti a maggioranza musulmana (Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Eritrea, Somalia, Sudan, Iran), tranne la Corea del Nord. Un mondo segnato da massacri, violenze e discriminazioni religiose, di cui i cristiani sono vittime nel 70% dei casi.

 

Parlando in piazza San Pietro Papa Francesco usa come sempre parole semplici ma inequivocabili, senza sconti: fine dei troppi conflitti in corso in un mondo in mano ‘ai trafficanti di armi’. Pace per la Nigeria, Sudan e Sud-Sudan, la Repubblica Democratica del Congo. Memoria e preghiera per i giovani uccisi giovedì a Garissa, in Kenya, per i rapiti e i profughi. Per la Siria e per l’Iraq, per la Libia, ‘affinché si fermi l’assurdo spargimento di sangue in corso’, e in Yemen “prevalga volontà di pacificazione’. Pace infine per la tormentata Terrasanta e per l’incontro tra israeliani e palestinesi.

 

Kenya, soccorso dei feriti nella strage
Kenya, soccorso dei feriti nella strage

 

Elenco delle principali guerre in corso declinato tra preghiere ed esortazioni, con uno spunto di politica internazionale e una considerazione di speranza per gli accordi sul nucleare iraniano. Una citazione non neutrale negli Stati Uniti conservatori e in Israele con polemiche di stretta attualità. Bergoglio non ci gira attorno: ‘Pace chiediamo per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi, che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne’. Moniti nella liturgia pasquale tra palme ed ulivi, ma tornare su ‘guerre necessarie’ e su ‘armamenti indispensabili” in Italia sarà più difficile.

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