Muos e i Droni di Niscemi
Un trattato internazionale tra Italia e Stati Uniti per comunicazioni satellitari a scopi militari, il Muos (Mobile User Objective System), è stato bloccato dal Tar di Palermo. No, non è una barzelletta, e il sindaco di Niscemi, i 5 Stelle, i verdi e il comitato locale delle mamme di Niscemi hanno esultato. Niscemi è uno delle quattro stazioni di terra del Muos (le altre tre sono in Virginia, nelle Hawai e in Australia) che guidano i droni a colpire i loro bersagli nel mondo. Il Tar di Palermo ha preso la sua decisione sul’onda della mobilitazione ambientalista, che parla di rischi per la salute. Tutti da dimostrare. Il Bastian contrario si chiede: ma il Tar, gli abitanti di Niscemi, gli ambientalisti sanno che cosa è successo a pochi km dalla Sicilia: in Libia, per esempio? Ma, soprattutto, è mai possibile che il Tar di una regione italiana possa prendere decisioni che sovvertono trattati internazionali firmati dall’Italia? Se dei trattati sono stati firmati e hanno valore legale. Al Bastian sembra tutto abbastanza strambo.
Il caso delle celebrazioni del 25 aprile a Roma è delicato, e si profila una rottura tra l’Anpi da una parte e la Brigata ebraica che partecipò alla liberazione di Roma. Il motivo: alla riunione per organizzare l’evento erano stati invitati anche il Fronte Palestina, Rete romana Palestina, Centri sociali per la Palestina e Patria socialista, organizzazioni che con la Resistenza non avevano nulla a che fare, perché allora non esistevano. Riccardo Pacifici, che guida la comunità ebraica romana, ricorda che durante la seconda guerra mondiale le organizzazioni palestinesi erano, anche se probabilmente obtorto collo, alleate dei nazisti. E aggiunge: “Ora le organizzazioni pro Palestina pretendono che non ci sia, alla manifestazione, il simbolo della Brigata ebraica che, con partigiani e Alleati, liberò l’Italia dal nazifascismo. Quindi la Brigata non potrà partecipare, anche se alla Liberazione c’era”. Difficile dare torto a Pacifici.
Gita scolastica di studenti cuneesi a Roma. La sera, nella stanza d’albergo, un ragazzo vuole dormire, altri tre, un po’ bevuti, no. Cominciano gli scherzi al ragazzo, arrivano anche altri “compagni di scuola”, compresa una ragazza. Il sedicenne viene depilato sulle gambe e bruciato con un accendino, legato e buttato in vasca e gli fanno la pipì addosso. I genitori, poi, protestano. Arrivano le sospensioni per gli “autori” della bravata. Che rientrano a scuola senza chiedere scusa nè salutare il ragazzo. E qualche genitore dei colpevoli ha difeso i figli. E il ragazzo-vittima viene preso in giro dagli altri. Al Bastian piacerebbe un incontro con un genitore scandalizzato dalla sospensione del figlio. Per un caloroso augurio di Buona Pasqua, s’intende.