Il mais Ogm è un pericolo per le coltivazioni Usa, favorisce parassita killer

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana (Epa) ha proposto di limitare le coltivazioni di mais Ogm, perché svilupperebbero un parassita pericoloso per le altre colture. La notizia aveva iniziato a circolare già nei giorni scorsi. Ma per le multinazionali dell’alimentazione – sotto i riflettori in queste ore per la richiesta di messa al bando di alcuni pesticidi di loro produzione – si tratta di una vera doccia fredda. Secondo l’Epa, infatti, il mais transgenico favorisce la proliferazione della diabrotica, un insetto immune ai trattamenti infestanti che distrugge le piante su cui si posa.

parassita interno

È la prima volta che l’istituzione ambientale statunitense entra a gamba tesa negli affari delle grandi corporation del cibo. Ma a rischio, dicono gli esperi, ci sono gli interessi di molti coltivatori americani che potrebbero essere gravemente danneggiati dalla diabrotica. Secondo il Wall Street Journal il giro d’affari del settore agroalimentare Usa rischia una perdita di due miliardi di dollari l’anno a causa dello sviluppo del parassita killer.

Alla base della reazione Usa c’è quindi soprattutto una questione economica, che in questo caso si combina ad un’azione di reale tutela ambientale. L’Epa teme infatti che gli agricoltori possano fare un uso spropositato di diserbanti – pericolosi per l’ambiente e per l’uomo – per combattere il parassita del mais. Gli sforzi però sarebbero inutili. Col tempo l’insetto ha sviluppato una formidabile resistenza ai pesticidi e al batterio – Bacillus thuringensis (Bt) – contenuto nel mais geneticamente modificato. L’unico risultato certo, quindi, è l’avvelenamento continuo e pervasivo dei terreni coltivati.

I principali produttori di mais Ogm col batterio anti parassitario (Bt) sono Monsanto (in questi giorni al centro dell’attenzione per presunta cancerogenicità del pesticida Roundup), Dupont e Dow Chemical. Per capire meglio il fenomeno va considerato che le colture di mais negli Stati uniti sono per l’80% Ogm. Mentre nel 2000 – solo 15 anni prima – rappresentavano il 19%. Per i colossi mondiali del cibo si tratta di un business di decine di miliardi di dollari l’anno solo in Nord America, senza contare i mercati asiatici, europeo e Sud Americano.

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Nonostante gli evidenti pericoli per la salute umana e la certezza di inquinare l’ambiente l’Epa e il governo americano non adotteranno drastiche misure riduzione del pericolo. Gli Usa propongono una rotazione del 35% delle colture in alcuni Stati americani, alternando soia e mais. Ma invece di risolvere il problema, lo si rimanda. Il potere di condizionamento delle corporation è molto grande e i governi non sembrano essere in grado di contrastarne gli interessi economici.

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