• 27 Febbraio 2020

Armi letali Usa-Ue a Kiev
Notizia con l’interrogativo
per ammortizzare l’impatto

Notizia un po’ datata, una settimana circa, da cercare tra le molto esclusive Analisi Mondo e le sempre attente cronache di Giuseppe Agliastro dell’Ansa. Veniamo così a sapere che Kiev lancia un avvertimento ai separatisti del sud-est e alla Russia accusata di dar loro manforte: «Abbiamo firmato contratti per importazioni di armi, anche ‘letali’, con 11 Paesi Ue e se ci sarà una nuova offensiva nemica riceveremo immediatamente i nuovi armamenti accompagnati da una nuova ondata di sanzioni occidentali contro l’aggressore». Parola del presidente ucraino Petro Poroshenko.

 

Ukrainian soldiers park their hardware on the roadside
Ukrainian soldiers park their hardware on the roadside

 

L’ex re del cioccolato non cerca affatto di addolcire la notizia. Anzi. E il 13 marzo a in un’intervista tv non ha esitato ad annunciare questo tipo di sostegno a Kiev da parte di alcuni Stati membri di Ue e Nato. Peccato che Poroshenko non li ha indicati ne’ ha specificato con quali ci sono accordi per un eventuale invio di armi cosiddette ‘letali’: anche perché questi Paesi stanno violando accordi europei, protocolli Nato (salvo segreti inconfessabili) e probabilmente il loro stessi Parlamenti. Non solo Ue ma anche Stati Uniti, tirati per la giacchetta ‘a sostenere l’Ucraina con armi in caso di necessità’.

 

Non è stata una mossa particolarmente carina quella di Porshenko: un po’ di segreti violati e un po’ di montatura per cercare di intimorire gli avversari. Putin sta tremando. Ma la questione posta da Poroshenko è delicata e divide l’Europa e i Paesi Nato: Francia, Germania e Italia sono fermamente contrarie a fornire armi ‘letali’ all’Ucraina temendo che ciò possa portare all’inasprimento di un conflitto in cui hanno già perso la vita più di 6.000 persone. Ovviamente disponibili gli ultras anti Mosca dei Paesi Baltici e Polonia. Oltreoceano, Barack Obama al momento ancora temporeggia.

 

Secondo l’ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt, la Casa Bianca non ha ancora ‘preso una decisione definitiva’ ma ha congelato il programma di addestramento della Guardia Nazionale ucraina che doveva essere curato da consiglieri militari statunitensi. Per ora Washington si limita a fornire attrezzature militari ‘non letali’ alla repubblica ex sovietica: l’anno scorso ne ha inviate alle truppe ucraine per un totale di 199 milioni di dollari e a breve Kiev dovrebbe ricevere dagli Usa ancora altri droni, veicoli Hummer blindati, visori notturni e radar campali per ulteriori 75 milioni.

 

Mercenari di Kiev che ora cercano di nascondere
Mercenari di Kiev che ora cercano di nascondere

 

Nei giorni scorsi Poroshenko aveva ammesso che i filorussi ‘hanno ritirato dal fronte una parte significativa delle loro armi pesanti, così come deciso nella capitale bielorussa’. Ma la spinte interne tre il premier ultra nazionalista e il presidente più moderato fanno il paio con la contraddizioni Usa tra la Casa Bianca e le maggioranze repubblicane. Spinte estremiste e demenzialità. Il generale Usa Robert Scales: ‘L’unico modo per gli Stati Uniti di ottenere risultati nel sud-est ucraino è iniziare a uccidere tanti russi che neanche Putin potrà nascondere le troppe bare che torneranno in patria’.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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